Impianto per la cremazione
Nasce il comitato del “no”
CIVITANOVA - Una trentina di persone si sono riunite ieri per valutare le azioni da mettere in piedi contro il progetto dell'amministrazione
Un comitato per dire no all’impianto di cremazione a Civitanova Alta. Ieri sera una trentina di persone si sono riunite nei locali parrocchiali per continuare a portare avanti la battaglia contro il forno crematorio che l’amministrazione avrebbe intenzione di realizzare con un project financing nell’area del cimitero (leggi l’articolo). Un incontro spontaneo fra cittadini che alla vigilia di Ferragosto si sono ritrovati per lanciare l’idea di formare un comitato e iniziare una serie di azioni di volantinaggio, sensibilizzazione contro l’impianto. I motivi del no sono quelli già emersi nella precedente assemblea sui quali le rassicurazioni dell’amministrazione sembrano non aver sortito effetti. Anzitutto si contesta la vicinanza alle abitazioni e l’assenza reale di necessità di una struttura per la cremazione dei defunti che serva il territorio di Macerata. Secondo i detrattori infatti non c’è una reale necessità numerica e la cremazioni, date le basse percentuali di coloro che decidono di farsi cremare, non risolverebbe il problema del sovraffollamento del cimitero. A breve verranno formulate azioni di informazione, tra cui una raccolta firme. Sono una trentina attualmente i firmatari.

???? e xche’ no????
Certo che si parla di piccoli numeri, l’unico impianto della regione sta a S.Benedetto! Che senso ha contrastare un’inziativa del genere?
Tipico: ci si lamenta sempre dell’inerzia della politica, e poi ogni volta che si prova fare qualcosa esce fuori il comitato del “no”…. Mah!
Da quando è venuto fuori il “problema, io parlerei invece di “risoluzione del problema”, questo Comitato contro ha raggiunto il numero record di 30 adesioni. Un po’ pochini per una comunità di decine di migliaia di cittadini. A me piacciono i numeri ed allora eccone alcuni: negli anni 70 le cremazioni erano di circa 1.000 l’ anno. Nel 2014 sono state sopra le 200.000, fate Voi le debite percentuali. Un Paese moderno che non si doti di queste strutture sempre più utilizzate, è un Paese che resta indietro. Nella mia famiglia di tre persone, uno se ne è già andato otto anni orsono con l’ impianto di San Benedetto dopo aver sostato tre giorni in attesa di…Personalmente io e mia sorella abbiam dato disposizioni per la stessa soluzione. Il marito defunto di una amica di famiglia, lo scorso anno fu cremato a Cesena data la lista di attesa di oltre 15 giorni a San Benedetto. Penso che dati i problemi di spazi cimiteriali, tutta la burocrazia che gli ruota attorno, anche in caso di semplice sepoltura, i costi che per la cremazione in base ad una legge ministeriale non debbono superare i 486 euro, e poter rispettare la volontà sempre crescente delle persone che defungono, questo progetto di realizzare un impianto crematorio a Civitanova debba essere portato a termine quanto prima. In America l’ inceneritore è parte integrante del luogo di Culto da decine di anni! Perché noi Italiani dobbiamo copiare e con ritardo solo le abitudini peggiori? Quello dei residui tossici è un falso problema, proprio perché sapendo di finire nel fuoco, si evita nella costruzione della bara, l’ uso dei cosiddetti metalli pesanti. Per rendere l’ argomento più leggero…..andatevi a rivedere il meraviglioso film “I Ponti di Madison County”. Buon Ferragosto.
Anche io ho dato disposizione per la mia cremazione.
Spero che il comitato riesca a bloccare l’iniziativa e nel frattempo gli illuminati amministratori di Macerata realizzino un impianto a Macerata.
Almeno quando toccherà a me farò fare meno strada.
Mi è venuto un dubbio…. forse i trena firmatari sono familiari e collaboratori di impresari di pompe funebri??