Impianto per cremare salme,
i cittadini dicono “no”
Ma al cimitero mancano i posti

CIVITANOVA - Ai residenti non piace l'idea ripresa dal Comune, e vagliata anche in passato, di dotare la città di una struttura specifica che risolverebbe la carenza di loculi che si farà sentire già da ottobre. Sulla questione si è tenuta una assemblea con i residenti

- caricamento letture
cimitero

Il cimitero

di Laura Boccanera

L’idea dell’impianto crematorio non piace ai residenti di Civitanova Alta. Ieri sera nel corso di una riunione nel comitato di quartiere si è discusso di un’ipotesi al vaglio dell’amministrazione comunale che prevede la realizzazione di un impianto per la cremazione delle salme. Un’idea che già diversi anni fa era stata portata avanti dalla precedente amministrazione senza che poi se ne fece più nulla e che oggi torna alla ribalta. L’impianto infatti dovrebbe servire tutta la provincia e dare una risposta ai problemi di spazio del cimitero. Entro ottobre infatti non ci saranno più loculi a disposizione per le bare e per un po’ si dovrà procedere con estumulazione (l’estrazione della salma dal loculo decorsi i tempi di concessione) e interramenti di defunti morti da anni. Il crematorio dovrebbe sorgere a nord del cimitero, nell’area di proprietà comunale che presenta già una rete di metano nelle vicinanze e di fianco alle cappelline familiari vicino al parcheggio. I residenti però, una trentina ieri quelli presenti all’assemblea, hanno manifestato diverse perplessità sulla reale necessità di creare proprio a ridosso delle abitazioni quella struttura. Oltre al disagio psicologico di aprire la finestra e ritrovarsi con un crematorio c’è anche la critica che quell’impianto si trovi troppo vicino e quindi non a norma. La legge infatti prevede una distanza di almeno 200 metri dalle abitazioni, distanza che però può essere derogata per i comuni superiori a 20mila abitanti. A spiegare le ragioni per le quali servirebbe questo tipo di impianto il funzionario dell’ufficio tecnico Stefano Stefoni e Stefano Pierangelini della delegazione, oltre all’assessore Marco Poeta, al sindaco e per la parte ambientale l’assessore Cristiana Cecchetti. Il costo per la realizzazione del crematorio di circa 400 metri quadrati sarebbe di 1 milione e 700mila euro, tutti a carico della società che gestirà l’impianto per 30 anni, concedendo però la proprietà al Comune. Alcuni residenti hanno mostrato perplessità anche per la svalutazione delle abitazioni connessa alla presenza del crematorio. Nessuna criticità ambientale invece per l’assessore Cecchetti: «come emissioni di diossina l’inquinamento prodotto da un crematorio è inferiore a quello di una pizzeria con forno a legna e il rilascio dei metalli pesanti è inesistente dal momento che le bare non vengono incenerite nella cassa originale».

Fabrizio Ciarapica

Fabrizio Ciarapica

Dell’inutilità dell’impianto è convinto anche Fabrizio Ciarapica di Vince Civitanova: «sorprende la fretta con la quale l’amministrazione sta procedendo all’approvazione del progetto – dice Ciarapica – mi chiedo se sia trasparente accogliere la richiesta di un privato che realizzerà un’opera da 1,7 milioni di euro, senza prima informare i residenti, è questa la partecipazione sbandierata da Corvatta, che presentandosi ai cittadini, ha respinto qualsiasi proposta di ubicazione alternativa e meno impattante? Si tratta di un’opera così considerato che i dati forniti dal dirigente Stefoni durante la riunione, attestano che nel 2014 sono stati circa 200  i decessi, di cui solo il 9%, e quindi meno di 20 le cremazioni.  Per numeri così bassi, sono più che sufficienti gli impianti già esistenti di San Benedetto e Cesena, già utilizzati, e che danno una risposta adeguata alla richiesta. Civitanova Alta ha già molti problemi, e un’Amministrazione attenta dovrebbe iniziare a risolverne qualcuno e non a crearne altri».

poeta

L’assessore Poeta

Legittima l’opera secondo Poeta: «Pensare di ampliare a dismisura il cimitero è impensabile anche per consumo del territorio. La normativa regola la distanza del centro abitato dal cimitero e i forni crematori non sono inseriti tra le aziende insalubri. E’ stata scelta quell’area a sud, più vicina alle case, poichè è cantierabile subito, quindi con minori tempi di realizzazione, ma anche perché pensiamo nell’ottica di riorganizzazione del cimitero di individuare un campo di inumazione a terra e per motivi idrogeologici, questo è preferibile collocarlo nell’ala nord-est del cimitero, di conseguenza l’unica altra zona disponibile per il forno è quella individuata. Tengo a precisare che si tratta di un servizio aggiuntivo, non sostitutivo, nessun obbligo alla cremazione. Con l’impianto, si dà la possibilità agli utenti di ridurre le spese di tumulazione. Abbiamo previsto incentivi per chi sceglie di liberare i loculi trentennali e trasferire le salme in ossari».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X