Gazzè matador dell’estate
Pubblico da stadio a Civitanova
CONCERTO - Migliaia di persone per assistere allo show del cantautore romano. Piazza XX Settembre assediata dai fan che hanno cantato e ballato per tutto lo spettacolo. Alla fine l'artista è sceso tra la sua gente concedendo selfie e autografi
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In alto la galleria fotografica di Valentina Cannella
di Marco Ribechi
(foto di Andrea Petinari)
Il pubblico di Civitanova ama Max Gazzè. Dalle prime ore della sera centinaia di macchine sono arrivate da ogni direzione nella città del litorale per assistere al concerto del cantante romano, unico protagonista della notte dell’11 agosto. Fino alle 22.15, ora di inizio dello spettacolo, la gente ha continuato a confluire in piazza XX Settembre sino a riempirla completamente. Un pubblico variegato di ogni età composto da tantissimo bambini, famiglie, coppie giovani e anziane giunte per acclamare uno dei protagonisti indiscussi della scena musicale italiana contemporanea. Poi, come per magia, Gazzè arriva sul palco imbracciando il suo inseparabile basso ed è subito festa.
Capelli leggermente accorciati, T-shirt nera e jeans. “L’ho visto, l’ho visto” grida qualche bambino coperto dalla folla mentre tenta di farsi largo come può. Il cantautore entusiasma fin dai primissimi accordi, con uno spettacolo vivace sostenuto da un sapiente uso delle luci che accompagnano i ritmi della band. Momenti intimi alternati a pura allegria con qualche incursione anche nel rock hanno fatto da cornice a tutti i maggiori successi di Gazzè: da “A cuore scalzo”, al “Timido ubriaco”, passando per “Il solito sesso” e “Sotto casa”. Particolarmente toccante l’esecuzione del primissimo singolo “Cara Valentina”, cantata quasi a memoria dal pubblico nonostante il testo complesso e articolato. Concluso il pezzo la folla spontaneamente ha continuato ad intonare il ritornello “Per esempio, non è vero che poi mi dilungo spesso, su un solo argomento” costringendo la band a ripetere la strofa per altri 3 minuti abbondanti.
Citati anche gli amici storici del cantante, Niccolò Fabi e Daniele Silvestri, chiamati bonariamente “cialtroni” dallo stesso Gazzè sulle prime note di “L’amore non esiste”, scritta con loro a sei mani. Immancabile la richiesta di bis da parte di un pubblico mai pago, intenzionato a catturare ogni singolo istante dell’evento. Così, senza tanti fronzoli e parole, Gazzè ha presentato altri tre brani tra cui “Annina”, con cui chiede alla figlia neonata in maniera non troppo delicata di smettere di piangere, e “Una musica può fare” portata alle sue ritmiche più estreme e frenetiche in un vortice di suoni che ha poi chiuso definitivamente lo spettacolo. Svariate migliaia probabilmente i video e le foto scattate ieri dai vari smart phone anche perché, a fine concerto, l’artista non si è nascosto dietro al palco ma ha simpaticamente incontrato i suoi fan più fortunati concedendo selfie e autografi. Soddisfatto il pubblico si è poi allontanato dalla piazza, confluendo nelle altre strade della città e riempendo bar e gelaterie.

















