Camerino Festival, il direttore:
“Critiche a priori e strumentalizzate”
EVENTO - Piero Vincenti dell'Italian clarinet university interviene dopo le polemiche: "Il pubblico sta rispondendo molto positivamente, i concerti sono sempre pieni di gente"
di Sara Santacchi
Il Camerino Festival sta entrando nel vivo e sale l’attesa per l’evento clou: il concerto di Giora Feidman, tra i più grandi clarinettisti al mondo, mercoledì (leggi l’articolo). Un festival che si è presentato alla 29esima edizione in una veste rinnovata e con la nuova direzione artistica di Piero Vincenti, direttore della Italian clarinet university sta riscuotendo grandi consensi da parte del pubblico. Ora Vincenti ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, dopo le polemiche intorno al festival dei mesi scorsi in cui si parlava di fine del festival (leggi l’articolo). “Ho deciso di rompere il silenzio – spiega Vincenti – non per alimentare ancora di più la polemica, che trovo fine a se stessa, ma per spiegare dei concetti che non sono passati nel giusto modo. Purtroppo è stata fatta molta disinformazione che è la cosa più pericolosa in questi casi. E’ un male per il Festival e per la città. Si tratta di un evento di musica da camera a tutti gli effetti con ben 39 spettacoli in programma. Chiaramente il clarinetto è il filo conduttore, ma con esso vi sono altri strumenti: dall’orchestra di archi ad altri fiati. Ben vengano le critiche, ma a me piacciono che siano costruttive, non a priori. Per questo invito chi ha alzato la polemica nei mesi scorsi a partecipare a uno dei concerti. A mio modo di vedere le cose, purtroppo, penso che il festival sia stato un po’ strumentalizzato per questioni personali”.
Non avete mai pensato a una collaborazione con la vecchia direzione artistica?
“Per le collaborazioni bisogna essere in due a volerle e non ci sono stati i presupposti”.
Dunque siamo quasi a metà festival, come sta procedendo questa edizione con un’offerta del tutto rinnovata?
“La nuova direzione ha, ovviamente, comportato una nuova linea artistica legata alla Italian clarinet university. La presenza del clarinetto dunque è molto forte nei suoi diversi linguaggi. Il festival è realmente tale nel senso che la stragrande maggioranza delle produzioni sono pensate per il Camerino festival, come le repliche che ci saranno domani (martedì) al teatro Filippo Marchetti: La serva padrona e un’altra produzione. Nella buca al posto dell’orchestra filarmonica ci sarà un’orchestra di clarinetti”.
Il pubblico come sta rispondendo?
“Molto positivamente. La risposta è importante. Nella data d’apertura, il 5 agosto, abbiamo registrato il tutto esaurito e gli spettacoli quotidiani sono quasi tutti pieni o al completo. Le richieste non sono solo dal posto, ma anche dall’intera regione e da tutta Italia”.
Quello di mercoledì possiamo definirlo l’evento clou…
“Assolutamente sì. Alle 21,15 a teatro Filippo Marchetti arriverà Giora Feidman, il più grande esecutore di musica klezmer del pianeta. Questo a Camerino sarà l’unico concerto in Italia in un tour in giro per il mondo di oltre 100 date”.
Dunque, fare un bilancio è prematuro, ma state già lavorando alla prossima edizione?
“Si e anzi posso anticipare che il prossimo anno Camerino ospiterà anche il Festival europeo del clarinetto. I presupposti penso ci siano tutti per migliorarsi ancora e crescere”.


