Banca della Provincia di Macerata,
nei primi sei mesi utile di 1,1 milioni

Dopo l'ottimo 2014, BPrM conferma la sua solidità anche nel primo semestre dell'anno. Mentre diminuiscono gli ingressi in sofferenza, le coperture sui crediti deteriorati sono state accresciute di 3.5 milioni e portate ad oltre il 44%. Il direttore generale, Ferdinando Cavallini: "Adesso per l'istituto è il momento dello sviluppo." E se l'edilizia rimane ancora al palo, per il dg anche nelle Marche si comincia a respirare aria di fiducia

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Il direttore della Banca della Provincia di Macerata Ferdinando Cavallini

Il direttore della Banca della Provincia di Macerata Ferdinando Cavallini

di Marco Ricci

Dopo un bilancio 2014 chiuso con 3.4 milioni di euro di utile e l’azzeramento delle perdite dovute agli anni più intensi della crisi, anche i numeri dei primi sei mesi del 2015 hanno confermato il buon momento della Banca della Provincia di Macerata e le prospettive di crescita che l’istituto si era dato durante l’ultima assemblea dei soci. Seppure la semestrale non sia ancora stata ufficialmente approvata dal Cda, a confermare i buoni risultati dei primi sei mesi dell’anno è  il direttore generale di BPrM, Ferdinando Cavallini. “La semestrale si chiuderà con un utile lordo di circa 1.1 milioni di euro dopo aver aumentato di circa 3.5 milioni di euro le coperture sui crediti a rischio di inesigibilità.” Un primo semestre che lascia dunque ben sperare per l’intero 2015, con la banca che avrebbe già fatto i compiti in casa per il proseguo del 2015, con le coperture sui crediti deteriorati che sono state innalzate complessivamente al 44.3%, mentre le sofferenze risultano coperte all’elevatissimo livello del 58%. “La banca – spiega Cavallini dopo aver sottolineato con una battuta come le coperture di BPdM abbiano ormai i livelli di Unicredit – ha pulito il suo bilancio, proseguendo l’azione di rafforzamento intrapresa lo scorso anno. I nostri indici di copertura ci permettono adesso di scegliere se cartolarizzare o meno i crediti deteriorati senza avere perdite in bilancio. Una possibilità che valuteremo a seconda della convenienza e delle decisioni che prenderà il governo sulla bad bank di sistema.”

Se quel 27% di crediti deteriorati, frutto in buona parte degli anni di crisi che di fatto hanno coinciso con la nascita di BPrM, non rappresentano secondo Cavallini la realtà della piccola banca maceratese, il direttore generale è comunque soddisfatto per l’andamento complessivo del portafoglio crediti, con le partite deteriorate che nei primi sei mesi sono salite solo dello 0.5%, mentre il tasso di decadimento – cioè il rapporto tra le nuove sofferenze e il totale dei prestiti in bonis – è risultato inferiore ai livelli nazionali ed un terzo più basso rispetto alla media registrata a marzo nelle Marche. “Siamo molto contenti di questi risultati – afferma il direttore generale – perché il nostro attivo pulito e gli indici di copertura ci permettono di entrare in una fase di sviluppo e di crescita.” I primi numeri del 2015 sembrano anche poter consentire al presidente Loris Tartuferi di mantenere la promessa fatta ai soci in chiusura di bilancio 2014, ovvero quella di staccare i primi dividendi. “Posso confermare che sia così e che le condizioni ci sono – ha affermato Cavallini – Starà poi al consiglio decidere cosa fare.”

cavallini e tartuferi torta

il direttore Cavallini con il presidente Tartuferi

Venendo al futuro e alle prospettive di crescita della banca, l’obbiettivo di BPrM è adesso quello di privilegiare il credito alle imprese senza abbandonare le famiglie, accompagnando in qualche maniera il positivo momento dell’economia. “Non vogliamo partecipare a quella guerra dei mutui che si è instaurata tra le banche, ma dedicarci invece alle aziende – ha detto Cavallini – Già ora dei nostri specialisti battono il territorio e a breve forniremo una specifica assistenza alle aziende per aver accesso ai fondi regionali e ai fondi comunitari. Se è vero che la crescita sarà trainata dall’export e dall’innovazione – ha concluso il passaggio il dg – è necessario che le imprese aderiscano ai progetti europei da cui si può ottenere un surplus di finanziamento.” Cavallini si mostra anche ottimista sul momento complessivo dell’economia, dopo gli anni di crisi che hanno duramente colpito le Marche. “Rispetto al pessimismo degli anni passati – ha spiegato il direttore – vediamo adesso nelle aziende un nuovo clima di fiducia che sta portando sul mercato locale sia voglia di fare che nascita di nuove aziende anche in settori innovativi. Mentre fino allo scorso anno le sacche di inefficienza burocratiche o del sistema bancario superavano la voglia di fare, ora il rapporto si è invertito e questo è un buon segnale che si traduce in una maggiore richiesta di credito.” E se la fascia costiera mostra la maggiore vivacità, per le zone centrali e per l’entroterra secondo Cavallini sarà necessario ripensare il modello di sviluppo, orientandosi sulla completa filiera dell’agroalimentare e su un nuovo modo di turismo, senza che dal territorio si disperda verso l’esterno il valore aggiunto prodotto.

Davanti i dati Abi secondo cui le imprese artigiane hanno ancora un’enorme difficoltà di accesso ai finanziamenti bancari, come ha ricordato solo pochi giorni fa il direttore di Confartigianato Macerata, Renzo Leonori (leggi l’articolo), il direttore della Banca della Provincia di Macerata ha il forte sospetto che quei numeri risentano in buona parte del momento nero dell’edilizia e delle imprese artigiane della filiera. “E’ inutile nascondersi come l’edilizia viva ancora un momento difficilissimo che non terminerà domani – ha spiegato Cavallini sottolineando come per le imprese edili il primo problema sia adesso quello dell’invenduto – ma anche in questo settore si ha il sentore che si sia giunti al picco più basso e che lentamente si possa risalire.”


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