Un registro tumori per cani e gatti
CAMERINO - A gestirlo sarà la scuola di medicina veterinaria di Unicam, mentre le osservazioni epidemiologiche sui tumori, saranno svolte dell'osservatorio dell'istituto zooprofilattico in Umbria
di Monia Orazi
Gli amici a quattrozampe, cani e gatti, non condividono con l’uomo soltanto abitazione, cibo ed affetto, ma le stesse malattie, in particolare i tumori, dato che vivono in un ambiente del tutto uguale a quello dei loro padroni. Per questo anche nella regione Marche sarà presto istituito il “Registro dei tumori animali”, per cani e gatti. Lo ha deciso la giunta regionale guidata dal presidente Luca Ceriscioli, nel corso della seduta di lunedì. Per istituire il registro, sperimentale per tre anni, sarà firmato un protocollo di intesa che coinvolgerà la scuola di Bioscienze e medicina veterinaria dell’Università di Camerino, la stessa regione Marche, l’Istituto Zooprofilattico sperimentale Marche-Umbria, gli ordini provinciali dei medici veterinari ed il dirigente del settore Veterinaria e sicurezza alimentare dell’Ars (agenzia regionale sanitaria). In Italia già ci sono diverse esperienze di registri tumori per animali, tra le prime regioni la Liguria, a seguire Veneto, Toscana, Lazio, Emilia Romagna ed Umbria. Nella delibera della giunta regionale sono spiegati i motivi alla base della scelta. I tumori sono la prima causa di morte tra gli animali da compagnia come cani e gatti e la loro prevalenza è in ulteriore aumento. In particolare i cani presentano tipologie di malattie tumorali, del tutto simili all’uomo, tanto che secondo i veterinari sono un modello utile, per studiare gli stessi fattori di rischio ambientali che provocano il cancro nell’uomo. Ad esempio se in una donna ci vuole circa mezzo secolo per sviluppare un tumore alla mammella, nel cane, la cui vita è più corta, bastano soltanto sette anni. La similitudine tra l’oncologia veterinaria e quella umana, ha suggerito agli esperti la necessità di istituire il registro, anche nelle Marche. A gestirlo sarà la scuola di medicina veterinaria di Unicam, mentre le osservazioni epidemiologiche sui tumori, saranno svolte dell’osservatorio epidemiologico dell’istituto zooprofilattico in Umbria. Per evitare problemi, relativi al numero sufficiente di animali per avere osservazioni scientificamente significative, ci si servirà dell’anagrafe canina, molto sviluppata e di tutte le segnalazioni dei veterinari. La scelta della giunta regionale, è stata preceduta da un incontro avvenuto ad Ancona lo scorso febbraio al quale hanno partecipato diversi responsabili degli enti coinvolti, tra gli altri per l’Università di Camerino, presente il pro rettore Andrea Spaterna.

Mentre a Camerino l’Unicam cerca di garantire la salute a cani e gatti, ad Appignano per i gatti non c’è pace. E pensare che Appignano è una ridente cittadina con fabbriche artigianali di tutto rispetto. Però questa efficienza non si riscontra verso gli amici dell’uomo. Esiste un canile, non so in quali condizioni, nel senso se è a norma di legge.
Poi, giorni fa è stato approntato in fretta e furia un gattile – non so se in regola con le norme – per metterci a forza alcuni mici, che erano prima tenuti in un luogo protetto. Ciò è avvenuto in seguito ad una denuncia di animalisti di Osimo.
Non voglio entrare nel merito dell’azione blitz, rivelatasi nei fatti sconsiderata. Non si prelevano da un luogo dove i gatti erano seguiti e curati per metterli in un luogo recintato, che quanto prima visiterò e filmerò, per poi metterlo sul mio canale youtube, onde sottoporlo all’attenzione degli animalisti italiani.
Qualcuno dovrà dare spiegazioni dell’accaduto. Intanto, il sindaco di Appignano, che dovrà dire se il gattile è a norma di legge. Posso testimoniare che è da ormai troppo tempo che viene richiesto un gattile in Appignano per i tanti gatti randagi, a cui alcuni privati danno alimentazione e assistenza a loro spese.
Poi, dovrà dare spiegazioni il servizio veterinario provinciale, sia sul blitz, con le opportune motivazioni, sia sul gattile di Appignano, se è a norma o meno.
Vorrei ricordare che ad Appignano un gatto fu impiccato nei giardini pubblici e che 33 altri mici furono catturati da ben note persone e fatti scomparire. Come minimo furo abbandonati in luoghi in cui non fu trovata la minima traccia della loro presenza.
Penso che le autorità amministrative e sanitarie non potranno limitarsi ad emettere ordinanze sulla base di aria fritta. Nel senso che se si catturano dei gatti, poi occorre sapere dove vengono messi. Non si possono né sopprimere, né abbandonare, ma ospitare in aree attrezzate. Quindi, o un gattile a norma esiste ad Appignano, oppure esistono gattili in provincia pronti ad ospitare tutti i mici (sono circa quaranta), di cui si prendono cura alcune persone, oppure si facciano accordi con queste persone benemerite che li avevano accuditi fino ad allora, per sistemare la cosa nell’interesse dei mici stessi.
Infine, chiedo se esiste ad Appignano un veterinario che abbia la buona volontà di fare presente alle autorità le esigenze di questi 40 gatti, testimoniare che il gattile di Appignano è a norma, e se essi possono essere affidati alle cure dei privati di buona volontà.
Noi a Corridonia abbiamo il veterinario Oriano che è sempre disponibile insieme al suo staff ad aiutare i nostri amici a quattro zampe, cercando e favorendo le migliori loro sistemazioni.