“Ordinanza anti camper
illegittima e discriminatoria”
La Corte di appello dà ragione alla rom

CIVITANOVA - Il Comune dovrà risarcire la famiglia Gonzales per lo sgombero del 2014. Respinte le altre due richieste delle appellanti di iscrizione all'anagrafe e di assegnazione di un'area
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Flora Hilda Maria Gonzales

Flora Hilda Maria Gonzales

di Laura Boccanera

L’ordinanza anticamper è illegittima e discriminatoria. A stabilirlo è la Corte di appello di Ancona che con una sentenza fornisce risposte in merito al ricorso presentato da Flora Hilda Maria Gonzales, la donna di etnia rom che fece causa al Comune (leggi l’articolo) per diversi episodi legati alla mancata assegnazione della cittadinanza alla figlia e allo sgombero da via Ugo Bassi. La sentenza pubblicata qualche giorno fa però si pronuncia sulla causa civile relativa all’ordinanza emessa dal Comune, la così detta ordinanza anti camper: le appellanti (la Gonzales, assieme alla figlia maggiorenne Taithi e ad una minore che frequentava la scuola elementare) deducono che la delibera pur apparendo neutrale e destinata a tutti i camperisti in realtà è discriminante per l’etnia rom. E il giudice dà loro ragione.
Con la sentenza 871/2015 si afferma che la “delibera 433/2013, la così detta anticampeggio sia astrattamente diretta alla generalità dei cittadini, stabilendo in generale un divieto di campeggio nel territorio comunale, ma appare evidente che essa vada a pregiudicare gli interessi di un particolare gruppo etnico determinando una situazione di svantaggio nei confronti dell’etnia rom. La delibera quindi – continua la sentenza – viene di fatto ad impedire a Gonzales uno stanziamento nel territorio comunale compatibile con le loro modalità di vita, in spregio di numerose convenzioni nazionali e internazionali – e prosegue – si tratta quindi con evidenza di un comportamento in direttamente discriminatorio”.
Nella sentenza si fa riferimento anche ad un pregresso atteggiamento ostruzionistico iniziato l’anno precedente, nel 2013 con il rifiuto di iscrizione delle figlie all’anagrafe cittadina. Secondo la Corte di appello la delibera va rimossa e si dichiara illegittimo anche lo sgombero. Rigettata invece la parte in cui le Gonzales chiedevano l’individuazione di un’area al Comune da assegnare per le loro roulotte e la questione relativa alla residenza. Il giudice ha inoltre sancito la necessità di un risarcimento a ciascuna delle appellanti (Flora Hilda, la figlia maggiorenne e la minore) pari a 1000 euro e condanna il comune a risarcire e rifondere alle ricorrenti le spese di lite di entrambi i gradi del giudizio. Il comune potrà ricorrere in Cassazione per impugnare la sentenza.



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