Pescivendola si fa giustizia da sé
Pescatore dona il midollo
Storie di vita da Porto Recanati
GENTE DI MARE - Le vicende quotidiane di una città senza governo
di Donatella Donati
Marietta, una delle ultime venditrici di pesce di Porto Recanati, si alza tutte le mattine alle tre per andare ad Ancona all’asta del pesce e si riposa nel pomeriggio. Nel balconcino al primo piano del suo piccolo appartamento sul lungomare Palestro di Porto Recanati ha sequestrato ben otto palloni piovuti dalla strada o dal campetto di volley prospiciente, scagliati con violenza dai ragazzi che giocano a un nuovo tipo di sport, si fa per dire, di calcio/volley. Marietta ha negato la restituzione dei palloni ai ragazzi che sono ricorsi alla polizia. «Lei non può farsi giustizia da sola» le hanno detto i poliziotti accorsi e Marietta ha replicato «Se non la fate voi debbo farmela da sola». Sul lungomare tra pomeriggio e sera gruppi di ragazzi giocano spensieratamente a calcio tra le gambe dei pochissimi villeggianti rimasti seduti davanti le case, mentre dai campi di volley arrivano frecciate di palloni con il conseguente urlo di richiesta «Palla, palla». Ma questo non era il salotto sul mare? Naturalmente ci sono anche azioni molto belle da segnalare.
Alberto è un giovane pescatore che va in mare su un peschereccio che ieri ha riportato a terra ben duecento cassette di sgombri e palamide. Era tornato solo il giorno prima dall’ospedale di Ancona dove aveva donato il suo midollo a una signora in gravissime condizioni. Alberto è arrivato quasi fino alla laurea ma il mare lo ha richiamato e con altri due fratelli esce su uno dei pescherecci più abili che attraccano al porto di Ancona. Alcuni giorni fa un anziano signore presidente della banda intitolata a Giuseppe Verdi, in occasione del concerto annuale nel quale ha mostrato anche nuovissime leve di piccoli suonatori, si è preso una insolazione con 40 di febbre per aver trascorso parte del pomeriggio sotto la canicola a ben sistemare in piazza Brancondi le sedie per gli spettatori. Il signore in questione è stato in passato apprezzatissimo sindaco di Porto Recanati e ha vissuto come servizio la sua carica.
Oggi al posto del sindaco c’è un commissario prefettizio che viene da Roma, si ferma due giorni la settimana e si occupa di questioni molto generali. Si spera che abbia preso provvedimenti sulla base di 90 firme di cittadini che protestano perché abitando sul lungomare si trovano di fronte a molti disservizi: fumi dei ristoranti che aggrediscono i prospetti delle case, disordine nell’uso del lungomare con biciclette che corrono come in gara e motorini che nella via dietro quando se ne vanno si divertono a rombare come in pista alle due di notte. Nel Medioevo erano famosi i podestà che venivano appositamente chiamati dalle Marche per andare a guidare i comuni del centro-nord, tanto era giudicata corretta e abile la loro capacità di governo. Ricordiamo per tutti Guido da Montefeltro, podestà di Urbino. Per la prima volta invece a Porto Recanati per una serie di ragioni giudicate dai cittadini solo di carattere personalistico e politico e per interessi che da chi se ne intende vengono ben elencati e descritti, è rimasta senza sindaco e purtroppo la mancanza è visibile.
I villeggianti sono molto diminuiti, scoraggiati dalla dichiarazione all’inizio di luglio tramite apposito cartello che una zona nella spiaggia non era balneabile; scoraggiati dalle false promesse di scogliere di protezione a nord e a sud della spiaggia con il mare che invade e riduce la costa, scoraggiati dalla mancanza di una pubblicità adeguata e dalla presentazione di una serie di spettacoli molto costosi affidati a qualche cantante ormai datato. Il concerto della banda, quasi una piccola orchestra, è stato molto bello, con pezzi inediti, ottima guida del maestro Mirko Cingolani e la correttezza dell’esecuzione. Meritava di esser fatto nell’Arena Gigli ma tutte le spese, vigili del fuoco, service e altro, sarebbero dovute essere sostenute dalla banda stessa che offre gratuitamente i suoi servizi durante tutto l’anno e nelle più varie occasioni alla città. Ci si è dovuti accontentare della piazza Brancondi che ha al centro un’enorme aiuola e parte del pubblico è rimasto in piedi. Un abbraccio di solidarietà però all’ ex sindaco Romano Vecchi che non ha dimenticato cosa significa essere al servizio della città.




Vi siete accorti solo adesso dei disservizi? Coi sindaci nuovi e meno nuovi non ci sono stati?
Una città di mare tra le più belle ed accoglienti della costa. Quest’anno paga lo scotto del mare inquinato e delle spiagge ridotte ai minimi termini… peccato davvero.