La farmacia comunale diventa un caso
Caprodossi propone di vendere
Pasqui: “E’ escluso”
CAMERINO - Il consigliere di minoranza suggerisce all'amministrazione di cederla a un privato per alleggerire le spese a carico del Comune. Il primo cittadino parla di provocazione strumentale
di Sara Santacchi
Vendere la farmacia comunale per rientrare nei costi delle casse del Comune. Questa la proposta del consigliere di minoranza del Pd di Camerino Andrea Caprodossi. “Il bilancio della farmacia – scrive in una nota – dopo diversi anni in rosso è di poco tornato in attivo. Conoscendo il mondo farmaceutico, poiché ne faccio parte, considerato che i contratti economici pesanti delle storiche dottoresse si stanno per concludere, e visto soprattutto che il mercato sta andando verso una direzione di liberismo, da cui consegue che il valore della farmacia in sè calerà sempre di più (ovvero tra pochi anni chiunque potrà aprire una farmacia abbattendo il valore di quelle esistenti), mi chiedo, perché l’amministrazione non la metta in vendita come ha fatto pochi mesi fa Tolentino, ricavando la cifra di 1 milione e 500 mila euro oppure a Fabriano. Se proprio non si vuole vendere un’alternativa potrebbe essere cederla a un socio privato, che ne assumerebbe la direzione rendendola più efficiente, stipulando contratti di tipo privato per il personale e al contempo alleggerendo il monte stipendi del Comune già in situazione critica. Con la vendita della farmacia in questo momento si potrebbe realizzare un milione di euro, che aggiunto alla somma derivante dagli stipendi del personale attualmente in servizio costituirebbe un tesoretto con cui realizzare delle borse lavoro per i giovani disoccupati camerti o ridurre la pressione fiscale per un periodo di due o tre anni per le classi meno abbienti”. Contrario a questa soluzione il sindaco Gianluca Pasqui che chiarisce immediatamente la posizione dell’amministrazione affermando che “la farmacia comunale non si vende. Caprodossi non propone una vendita, ma addirittura una svendita. Così – spiega il primo cittadino camerte – non tiene in considerazione le ripercussioni che una scelta del genere potrebbe avere sui posti di lavoro, sul sociale e sulle casse del comune stesso. E’ vero che la farmacia comunale potrebbe guadagnare di più, ma è anche vero che garantisce un introito al comune.
E noi dovremmo rinunciarvi? E’ consapevole il segretario del Partito Democratico (Caprodossi ndr) di quante e quali battaglie in passato sono state condotte per poter avere anche a Camerino una farmacia comunale? Tra l’altro, a breve saranno ultimati i lavori all’ex ospedale, che ospiterà la casa di riposo e altre attività socio sanitaria e la vicinanza della farmacia comunale risulterà strategica. L’utile è destinato a crescere”. Una proposta che sarebbe, dunque, solo politica e strumentale, quella avanzata dal consigliere di minoranza, a detta del sindaco di Camerino “Voglio sperare – ha proseguito Pasqui – che quella di Caprodossi sia la solita provocazione strumentale, dovuta alle posizioni di contrarietà che i vertici del PD impongono ai propri rappresentanti locali. Non si spiegherebbe, altrimenti, come a Tolentino lo stesso partito stia facendo la guerra ad un’amministrazione che intende vendere la farmacia comunale e qui a Camerino si faccia la guerra ad una amministrazione che invece non intende affatto vendere la farmacia comunale” conclude Pasqui.

