Bohéme, quando la povertà
diventa magia e incanto

MACERATA - Il punto di vista di Alessandro Alfieri sulla «mitizzazione della malinconia» attuata da Puccini agli Aperitivi Culturali

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Alessandro Alfieri e Cinzia Maroni durante gli Aperitivi

Malinconia è ormai la parola chiave del melodramma pucciniano ambientato nella capitale francese, e anche l’ospite del giorno, Alessandro Alfieri, dottore di ricerca in Scienze Sociali e Filosofiche all’Università di Roma “TorVergata”, punta su questo aspetto, o meglio sulla «mitizzazione della malinconia» attuata da Puccini.

La Bohème è il racconto della giovinezza di quattro ragazzi squattrinati che abitano in un freddo sottotetto, artisti che vivono d’arte per l’arte, gente considerata non produttiva in un epoca in cui la società è ormai divenuta industriale.
«Un’opera da cui non si può prescindere – dichiara Alfieri – un qualcosa che ormai è entrato nell’immaginario comune» questo perché riesce a toccare le corde dei sentimenti di un pubblico il quale, attraverso la visione e l’ascolto, rievoca i momenti di spensieratezza di quella primavera della vita ormai andata.
«Puccini descrive in una maniera incredibilmente poetica ed affascinante la vita di questi ragazzi, trasformando la povertà in magia ed incanto. Non si trova all’interno una vera e propria denuncia per la miseria, non ci sono riferimenti alla rivoluzione di luglio che si animava proprio nell’anno in cui il compositore lucchese decide di ambientare la storia, ma solo la forte volontà di descrivere la vita, l’amicizia ed i sentimenti».

Alfieri conclude l’incontro spronando il pubblico a vedere i primi tre quadri della rappresentazione come un flashback dell’ultimo atto, quasi come se fosse un racconto all’interno del racconto.

La cucina vegetariana del Verde Cafè e il Verdicchio di Matelica, eccellenza vinicola marchigiana, sono stati i protagonisti della seconda parte degli Aperitivi Culturali, organizzati dall’associazione Sferisterio Cultura.

L’appuntamento di domani 2 agosto vede ospiti Paola Magnarelli, professoressa dell’Università di Macerata e l’avvocato Valerio Spigarelli, presidente delle Camere penali, con un intervento sul dittico Cavalleria rusticana e Pagliacci raccontato dal punto di vista del delitto d’onore.


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