La “Biblioteca” è l’universo,
l’essere umano e il suo destino
IL GRANDE QUADERNO - Trentasettesima puntata della rubrica dedicata al mondo della scuola
di Maria Luisa Lasca
Superba è l’interpretazione dell’universo di Borges che nella metafora della biblioteca rappresenta in modo visionario l’essere umano e il suo destino. Si rilegga l’incipit de La biblioteca di Babele, in Finzioni: “L’universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d’un numero indefinito, o forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente…”.
Umberto Eco esalta la biblioteca come conoscenza del mondo, si vedano, tra la vastissima produzione, almeno le pagine dell’istruttivo e brillante De bibliotheca. L’Unesco, nel suo manifesto del 1995, definisce la biblioteca pubblica come condizione essenziale per l’apprendimento permanente, “forza vitale per l’istruzione, la cultura e l’informazione e come agente indispensabile per promuovere la pace e il benessere spirituale delle menti di uomini e donne”.
Partendo dalle suggestioni delle due visioni, biblioteca come modo dell’essere e come mezzo dell’essere, gli studenti potranno costruire la loro biblioteca personale, scegliendo i libri, classici latini e greci, poeti, grandi della letteratura mondiale, storici, scienziati, filosofi, che contribuiranno a caratterizzare il loro percorso di vita. I giovani hanno bisogno di essere incoraggiati e sostenuti nella loro passione per i libri,fatta di interesse per la conoscenza, nobile evasione, nutrimento per l’anima. Potranno replicare, nella biblioteca domestica o familiare, il modello di quelle pubbliche, e, per esercizio, classificare i loro libri, con la catalogazione decimale Dewey o con altra di loro invenzione, come suggerisce Umberto Eco nel De Bibliotheca sopra citato.
Un libro di pregio catalogato nella biblioteca del Grande Quaderno, è Ciclo di Vite, Ibiskos Editrice Risolo, Empoli 2014, di Davide Cesarini, ingegnere maceratese. Lo proponiamo all’ attenzione dei lettori, presentandolo brevemente. L’autore affronta, in maniera logica, complessa ed elegante, nodi filosofici ed esistenziali, presentando l’essere nelle sue ampie forme, nei mutamenti che lo attraversano, poiché “siamo energia che si trasforma e poi ritorna sotto altra forma”. Un percorso ascetico, a cui un giovane è iniziato dalla luce del vecchio saggio pescatore, ove la vita è “solo un tempo incognito di miglioramento”, trasporta il lettore in ciclo di vite descritte all’interno di un’agenda. I personaggi (anche l’universo e la stessa divinità creatrice) si manifestano nella consapevolezza che ogni situazione, anche la più apparentemente tragica, è solo un momento nel progetto cosmico: “l’energia si divide in varie forme senza perdere mai la consistenza originaria”. La mente umana può essere guida in un’analisi originale ed insolita di tutta la realtà, “abbiamo la capacità di conoscere tutto ciò che riguarda la vita e l’energia. L’unico limite sono i nostri pregiudizi e la nostra fiducia limitata nella mente stessa.” Il sole, la luce e Dio stesso esprimono il loro punto di vista. La luce così ragiona: “Anche un foglio di carta può fermarmi o intralciarmi ma di più mi bloccano i preconcetti delle menti umane ristrette e parzialmente buie”. L’impulso a conoscere, capire, sperimentare la libertà, attraversa tutte le forme di vita e nella narrazione si inserisce il mondo stesso, ancora fiducioso negli uomini. Il percorso di storie di vita continua, finché il giovane diventa il vecchio, lasciando l’agenda a chi forse, nella luce della follia, potrà beneficiarne, continuando il ciclo.


