Rigoletto e il pianto negato,
Batisti agli Aperitivi Culturali
analizza la figura del buffone

MACERATA - Protagonista della mattinata agli Antichi Forni il musicologo storico curatore della Sagra Musicale Umbra che con le parole e l'ausilio della musica ha analizzato l'opera di Giuseppe Verdi. Domani in programma "Un toscano a Parigi" con il giornalista di Repubblica Angelo Foletto e il regista Leo Muscato.

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Cinzia Maroni, curatrice degli Aperitivi Culturali e il musicologo Alberto Batisti

Cinzia Maroni, curatrice degli Aperitivi Culturali e il musicologo Alberto Batisti

di Erika Mariniello

Continua la seconda settimana degli Aperitivi Culturali. Un’iniziativa che nei fine settimana del Festival dell’Opera, come da tradizione, richiama tantissimi presenti negli spazi degli Antichi Forni. Dopo la riflessione sulle figure femminili protagoniste della stagione di quest’anno, analizzate in modo preciso e attento dalla filosofa Monia Andreani, presente nell’appuntamento di ieri (leggi l’articolo), questa mattina spazio alla figura del Rigoletto e al suo pianto negato. Ad approfondire l’argomento non solo con le parole, ma anche con l’ausilio delle note, il musicologo Alberto Batisti – storico curatore della Sagra Musicale Umbra, una delle rassegne più antiche e prestigiose a livello nazionale – partendo proprio da un verso dell’opera (in scena ancora questa sera, il 31 luglio e il 9 agosto) ha parlato del profilo psicologico del buffone che, chiamato a ridere spesso anche a comando, non può piangere. «E’ proprio questo, il non poter piangere e il dover ridere è la vera tragedia dell’opera – spiega Batisti analizzando accuratamente la condizione di Rigoletto che è costretto a nascondere i suoi veri sentimenti – Questo aspetto fa di questo dramma un grande tempio di umanità».aperitivi_2 Partendo da questa riflessione, tema che dà il titolo all’incontro, Batisti, proponendo al pubblico l’ascolto di numerosi brani, è riuscito ad analizzare i punti cardine della storia, scena dopo scena facendo emergere l’essenziale. Domani, domenica 26 luglio, spazio ad un’altra prima, quella di Bohème nell’allestimento di Leo Muscato che ha debuttato allo Sferisterio nel 2012. Nell’appuntamento in programma domani alle 12 agli Antichi Forni, il regista e il critico musicale di Repubblica Angelo Foletto parleranno di un toscano Parigi e cioè dell’influenza dell’ambiente culturale e musicale parigino nell’opera di Puccini. Al termine degustazioni con prodotti locali offerti da Cartechini Olio, Antica Gastronomia, Quanto basta e Doppio Zero, insieme ai vini marchigiani.

 

 

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