Telera: “La Protezione civile costa tanto
e non funziona per niente”
PORTO RECANATI - Il coordinatore e il vice coordinatore Agostinelli segnalano di non essere mai stati messi in condizione di operare: "Abbiamo un’area di ammassamento da 72mila euro, oggi utilizzata come parcheggio, una sala operativa, un Land Rover fermo in magazzino e un pickup a riparare in officina, il gommone, la pompa autoadescante, due generatori e una torre faro che non si sa che fine abbiano fatto. Ma l’ufficio tecnico non ci ha mai consegnato le chiavi dei magazzini dal giorno dell'insediamento"
di Alessandro Trevisani
La Protezione civile regionale annuncia in queste ore il livello 2 di allarme-caldo: diversi comuni approntano piani di emergenza, specie per aiutare gli anziani, vittime, in alcuni casi, di malori anche mortali (leggi l’articolo). Ma intanto a Porto Recanati il gruppo comunale di Protezione civile non è operativo dal mese di febbraio. Il pasticcio, che nasce da vecchi dissapori, anche a sfondo politico, tra i volontari portorecanatesi (leggi l’articolo), hanno provato a spiegarlo in conferenza stampa Pasquale Telera e Alfredo Agostinelli, rispettivamente coordinatore e vice-coordinatore del gruppo comunale.
«La protezione civile – dice Telera – in questi anni a Porto Recanati ha avuto moltissimo, eppure sta malissimo. A Scossicci abbiamo un’area di ammassamento costata 72mila euro, che oggi viene utilizzata come parcheggio. Abbiamo una sala operativa di 3 metri per 3 da condividere con l’Urp, un Land Rover fermo in magazzino e un pickup a riparare in officina dal 25 maggio, il gommone, la pompa autoadescante, due generatori e una torre faro che non si sa che fine abbiano fatto. Tra l’altro l’ufficio tecnico non ci ha mai consegnato le chiavi dei magazzini dal giorno del mio insediamento (il 25 febbraio scorso, ndr)». Telera denuncia di non essere mai stato messo in grado di operare coi mezzi comunali pagati coi soldi di tutti i cittadini: «Ho sollecitato più volte l’assessore competente, Andrea Dezi, fino alla caduta della giunta (lo scorso 19 maggio, ndr). Una volta disse “Datemi un paio di giorni che risolviamo”, ma non si è più fatto sentire». Punta quindi il dito sul suo predecessore, Marino Camilletti, “reo” di non avere effettuato il passaggio delle consegne: «Chi ha in dotazione le cose di tutti col buon senso le dovrebbe renderle al Comune – dice Telera – Camilletti dovrebbe avere anche le schede carburante, i telecomandi della sbarra dell’area di ammassamento, una scheda telefonica, la scheda magnetica per accedere alla Lega Navale, 5 computer, la radio e le divise». Qualora venisse accertato che il materiale è in mano a all’ex coordinatore, Telera e Agostinelli non escludono la denuncia alle forze dell’ordine.
Il contrasto con Camilletti – che inutilmente abbiamo provato a rintracciare – viene da lontano, da quando Telera era responsabile del gruppo privato della New Social Group, come denuncia Agostinelli: «A fine maggio 2014 ci chiamarono in Comune per integrare gli effettivi del gruppo comunale. Allora Camilletti scrisse al sindaco dicendo che si sarebbe autosospeso se ci avessero impiegato ancora». «Ma – aggiunge Telera – da maggio a dicembre 2014 su 10 servizi mediamente 8 volte ci siamo presentati solo noi della Social Group. Ragion per cui il sindaco volle azzerare il gruppo comunale e infoltirlo con nuove adesioni». Si arriva a febbraio, con l’elezione contestatissima di Telera, e il successivo esposto di Camilletti: il vecchio coordinatore rimprovera al nuovo di essere sotto processo a Macerata per stalking (leggi l’articolo), sicché non potrebbe essere nominato per via dell’articolo 2 del decalogo del gruppo comunale, che per ogni volontario prevede l’autocertificazione di non avere procedimenti in corso. Telera commenta: «Il problema non esiste. Il dipartimento regionale ha spiegato che la mia elezione è ineccepibile: io posso fare il volontario e il coordinatore. Piuttosto anni fa la Guardia costiera di Civitanova mi spiegò che i soggetti mandati dal Comune a prendere il patentino per condurre il gommone di soccorso 90 cavalli furono rimandati a casa perché avevano dei precedenti penali. Ma ciò non toglie che potevano fare del volontariato. Allora mi chiedo: perché sollevare in questi mesi una questione morale e giudiziaria, quando i miei contestatori sanno benissimo che c’erano già volontari operativi addirittura con precedenti?».
Infine, il capitolo sprechi. Dice Telera: «Abbiamo un numero verde (800 100 060, ndr) che è costato 7500 euro di soldi pubblici e non funziona mai: da 4 anni si sente la voce registrata di Elena Leonardi che dice che tutti gli operatori sono occupati. A che serve un disco in caso di emergenza, e soprattutto vorrei capire: quei soldi come sono stati spesi? Non solo: l’assicurazione per i 45 volontari attuali costa 4.500 euro all’anno: che senso ha tenerci bloccati, senza mezzi per operare, mentre si sprecano queste risorse pubbliche? Una domanda rivolta al commissario prefettizio, che Telera vorrebbe incontrare, senza esserci ancora riuscito. «La fila è lunga», commenta l’ex vicesindaco Lorenzo Riccetti. È noto però che il commissario ha incaricato il comandante della Polizia Municipale Sirio Vignoni di districare la matassa e verificare la regolarità dell’elezione di Telera. «È emerso che è tutto a posto» dice il coordinatore . Vignoni però non avrebbe ancora consegnato la sua relazione, né ha sancito la regolarità della nomina di Telera, in quanto, peraltro, mancherebbe la ratifica formale del sindaco rispetto all’elezione del coordinatore. Ne sapremo di più prossimamente, quando il commissario sarà edotto della complicatissima vicenda e potrà prendere le sue decisioni in merito.




