Fallimento Civitanovese, corsa alla D
Il legale di Cerolini:
“Abbiamo i fondi per pagare i debiti”

TRAMONTO ROSSOBLU - L'imprenditore pronto a rilevare il titolo sportivo, tempi strettissimi per pagare i creditori. I legali delle aziende che hanno portato il club in tribunale: "Ora vogliamo vedere i libri contabili, ci fossero irregolarità si aprirebbe la bancarotta fraudolenta". Il sindaco Corvatta: "Farò di tutto per riuscire a iscrivere la squadra al campionato"
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fallimento civitanovese

Nel riquadro Luciano Patitucci

di Gianluca Ginella e Laura Boccanera

Fallita la Civitanovese la speranza è di far ripartire il club dalla Serie D ma è una corsa contro il tempo. A tentare l’impresa dovrà essere chi vuole rilevare il titolo sportivo. Al momento in corsa ci sarebbero l’imprenditore Giuseppe Cerolini e una seconda cordata. Ma i tempi sono strettissimi. Per l’iscrizione nei dilettanti ci dovrebbe essere tempo al massimo fino al 10 luglio per il pagamento dei debiti sportivi (che da quanto emerge ammontano a 220mila euro).

L'avvocato Roberta Ippoliti

L’avvocato Roberta Ippoliti

Il club rossoblu è stato dichiarato fallito oggi dal tribunale di Macerata (leggi l’articolo) per un debito che ammontavano a 50mila euro: questo quanto chiedono i creditori, la ditta Pagliarini bus (13.634 euro), la ditta Hotel Solarium (20.452 euro), la G. I. Blue srl (6.650 euro), la ditta Ristorante Vecchio Mulino (18.600 euro) che sono assistite dagli avvocati Roberta Ippoliti e Maria Siciliano. Il tribunale ha nominato curatore fallimentare Alessandro Benigni. «Adesso vogliamo vedere i libri contabili – dice l’avvocato Ippoliti –, abbiamo già denunciato il presidente Luciano Patitucci per truffa. Perché hanno falsificato bonifici e assegni facendoli girare a modo di pagamento. Nel caso ci fossero anomalie nei libri contabili si aprirebbe anche la bancarotta fraudolenta». E questo comporterebbe «anche la revoca della cessione di giocatori fino a due anni prima» spiega l’avvocato Ippoliti. Dopo il fallimento sono stati messi i sigilli alla sede della società.

L'avvocato Diego Perrone

L’avvocato Diego Perrone

Uno degli imprenditori intenzionati a rilevare il titolo sportivo è Giuseppe Cerolini. «Ora parte la delicata fase della curatela. Cerolini ha intenzione di acquisire il titolo sportivo – dice l’avvocato Diego Perrone che assiste l’imprenditore –. E’ intenzionato a chiedere l’iscrizione al campionato di Serie D, onorando il debito sportivo e gli accordi economici. Abbiamo la fidejussione e i fondi necessari. Siamo pronti. Ma i tempi sono strettissimi. Poi se c’è qualcuno che pensa di fare offerte migliori si faccia avanti, esca allo scoperto adesso. Noi dovremo parlare con la curatela e fare una offerta reale al creditore».Il tramonto rossoblu, designato dopo l’udienza di mercoledì scorso al tribunale di Macerata in cui Patitucci per tramite del suo legale Massimiliano Passi di Roma, aveva presentato un piano per ripianare il debito. Evidentemente i giudici non hanno ritenuto fosse congruo per salvare la società.

Il sindaco Tommaso Corvatta

Il sindaco Tommaso Corvatta

«Da parte della società un comportamento che ad oggi rimane inspiegabile – ha detto il sindaco di Civitanova Tommaso Corvatta – non possiamo che essere dispiaciuti. Ora esistono delle alternative, anche locali. La gestione ora è in mano al tribunale, farò quanto possibile per sollecitare e consentire l’iscrizione entro il 10 luglio». Auspica un’attenzione al settore giovanile, affinché non finisca nel tritacarne fallimentare l’assessore allo sport Piergiorgio Balboni.

Ma il nome di Patitucci non è che l’ennesimo che si aggiunge ad una serie di presidenze fallimentari che hanno portato i colori rossoblu a dover ogni volta rinascere dalle proprie ceneri. Il primo fallimento porta la firma dei fratelli Torre, siciliani che nel 1997 portarono alla deriva la società ancora denominata Us Civitanova. Nel 1998 la riprese la triade Lorenzetti, Bartolucci, Pellini. La squadra dopo il fallimento scese dalla Serie D all’Eccellenza. Nel 2000 un nuovo dissesto con il presidente Boni dove però la società mantenne la serie D e fu acquisita da Battaglioni che la condusse a quello che rappresenta tuttora lo smacco peggiore ed un’onta che è rimasta impressa anche sui muri della città per la protesta dei tifosi: nel 2002 il presidente non trovando acquirenti e non riuscendo a vendere non iscrisse la Civitanovese in campionato, facendo radiare la squadra che toccò il punto più basso ripartendo dalla Promozione. Dal 2002 ad oggi la società è passata di mano a Giorgio Ruggeri, agli otto anni con Umberto Antonelli fino alle ultime due disastrose dirigenze Di Stefano e Patitucci. Dopo 96 anni di storia, la Civitanovese, fondata nel 1919, da oggi non esiste più. Per rinascere dalle ceneri del fallimento c’è un titolo sportivo da rilevare e una Serie D da inseguire.



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