Sciopero scrutini,
l’80% degli insegnanti ha detto sì
MACERATA - Il blocco delle valutazioni è pienamente riuscito registrando una percentuale di adesione molto alta ma comunque in linea con la media regionale. La protesta non si placa, Anna Maria Foresi della Cisl: "Vogliamo sicurezze anche per i precari"
di Marco Ribechi
Blocco degli scrutini, l’80% degli insegnanti ha aderito allo sciopero. Sono i numeri raggiunti nella provincia di Macerata stando ai dati dei sindacati. La riforma dunque per 4 docenti su 5 non si deve fare. Il personale ha risposto con grande compattezza all’appello promosso dalle varie sigle dei rappresentanti del lavoratori contro “La buona scuola”, il decreto legge del governo Renzi che ha immediatamente incontrato la disapprovazione di quanti lavorano nel mondo dell’istruzione (leggi l’articolo). Le scuole del maceratese sono in linea con le altre provincie della regione, segno di un grande scontento nel mondo scolastico. «Siamo felici e allo stesso tempo sorpresi del livello di adesione generale – commenta Anna Maria Foresi, referente provinciale Cisl – La cosa più interessante è che ci sono stati scioperi anche nelle scuole primarie e materne. La parte del leone naturalmente è stata fatta dagli istituti superiori e dalle scuole medie ma la protesta è veramente sentita a tutti i livelli. L’80% registrato mostra l’esistenza di un malcontento forte per questa politica che vuole essere autoreferenziale, annullando il dialogo sociale che invece è proprio alla base della costituzione e del modello sociale europeo. Il personale non vuole ridurre la scuola a un luogo di lotta e competizione per il lavoro, svuotando allo stesso tempo di valore gli organi collegiali».
Da scongiurare in ogni caso la possibilità di svolgere lo scrutinio nella giornata di domenica che potrebbe portare delle conseguenze giudiziarie trattandosi del giorno festivo che spetta di diritto a qualsiasi lavoratore. Lo sciopero degli scrutini ha visto la partecipazione anche del personale precario che, secondo la rappresentante Cisl, costituirebbe la vera vittima delle ingiustizie: «Chiediamo l’estensione del piano assunzioni anche per i docenti di 2ˆ fascia e ai detentori di Tfa (corso di abilitazione) da 3mila euro, pagati per alimentare il business dei corsi di formazione ma che tutt’ora non vale l’assunzione. Anche per questo la Cisl scuola ha scritto alla commissione europea per contribuire a garantire il rispetto della procedura d’infrazione che prevede multe per quei governi che non assumono precari con 36 mesi e un giorno di lavoro. In ogni caso non ci fermeremo e se necessario intraprenderemo altre iniziative anche prima dell’inizio del nuovo anno scolastico». Soddisfazione manifestata anche dalla Uil, nelle parole di Teresa Mercuri, rappresentante provinciale: «Lo strumento dello sciopero, che comunque comporta una diminuzione della retribuzione e quindi crea disagi alle famiglie, è stato attuato con un grande successo grazie anche all’accordo congiunto dei sindacati. La risposta ci fa felici perché il governo vuole svilire il ruolo dei sindacati, vorrebbe il sindacato unico proprio come stanno delineando il partito unico. Invece serve chi difende i lavoratori, è innegabile che ci siano delle forme di potere anche ai vertici del sindacato ma resta il ruolo fondamentale che esso svolge, molti di noi sono addirittura volontari e combattono al fianco dei lavoratori contro le ingiustizie».

