Nomina diretta degli scrutatori
Sindaco e Franco contro De Vivo
CIVITANOVA - Dure le reazioni alla mossa del consigliere comunale. Il sindaco: "Occhieggia a forme clientelari che volevamo sradicare". Il segretario del Pd: "Anche lui aveva votato per il sorteggio in consiglio"
“De Vivo: arroganza, prepotenza e scarsa memoria”. Non si fanno attendere i commenti e le repliche all’indomani della decisione de imperio del consigliere comunale Livio De Vivo di imporre alla commissione elettorale una rosa di scrutatori “raccomandati” in deroga a quanto stabilito dal consiglio (leggi l’articolo). Per un cavillo del regolamento infatti, a nulla è valsa la contrarietà degli altri due componenti della commissione elettorale, Fabrizio Ciarapica e Gustavo Postacchini che invece hanno scelto il sorteggio.
Severo il segretario del Pd Mirella Franco: “De Vivo sconfessa la delibera con cui il consiglio comunale introduceva il sistema del sorteggio da lui stesso votata -dice la Franco – e lo fa da una posizione isolata tanto che nessuno, né del centro sinistra né dell’opposizione, lo ha seguito. De Vivo in effetti non non fa più parte da tempo della maggioranza quindi non si capisce perché continui a far parte della Commissione elettorale in rappresentanza della maggioranza, nella quale va sostituito. Il Pd non accetta forzature e ricatti e, coerentemente, abbiamo come consiglieri rinunciato tutti alla possibilità di presentare nomi, affidando la scelta al sorteggio, pretendendo solo la verifica che si tratti di persone nel diritto ed effettivamente senza lavoro”.
Posizione analoga da parte del sindaco Tommaso Corvatta: “Non posso che esprimere rammarico ed una presa di distanza per il comportamento del consigliere Livio De Vivo, in merito alla nomina degli scrutatori per le prossime elezioni regionali -dichiara il primo cittadino – non c’era bisogno di questa ulteriore azione per chiarire la sua netta distanza dalla coalizione di maggioranza nella quale è stato eletto. Aveva condiviso anche lui il metodo del sorteggio integrale per la composizione dei seggi, ora ha cambiato orientamento pretendendo di nominare la quota di sua competenza in quanto membro della commissione elettorale. Non dubito che abbia agito in buona fede, ma una pratica di questo genere occhieggia a forme clientelari che avevamo convintamente deciso di sradicare col metodo del sorteggio e che avremmo voluto applicare integralmente, come accaduto nel 2014”.

