Tifoso perde tre dita allo stadio,
imputato per aver raccolto il petardo
MACERATA - Daniele Elia è sotto accusa per aver raccolto il piccolo ordigno. Imputati altri due tifosi che hanno patteggiato per l'accusa di aver introdotto petardi all'Helvia Recina
Per i fatti relativi all’ultimo derby tra Maceratese e Civitanovese, giocato sul campo dell’Helvia Recina il 25 gennaio scorso, erano sotto accusa al tribunale di Macerata, nel processo con giudizio direttissimo, tre tifosi biancorossi. Tra loro anche Daniele Elia, il 31enne che perse tre dita a causa dell’esplosione di un petardo che aveva raccolto da terra. Due degli imputati, Marco Di Biagio, 36 anni, maceratese e Andrea Leonori, 44 anni, di Montecassiano, questa mattina hanno patteggiato due mesi e 20 giorni al tribunale di Macerata. Erano accusati di aver introdotto nello stadio dei fumogeni. Leonori e Di Biagio sono assistiti il primo dall’avvocato Paolo Ponzelli e il secondo dall’avvocato Luca Froldi. Per quanto riguarda Elia la posizione è stata stralciata e il processo è stato rinviato al 15 luglio. I legali del pizzaiolo, gli avvocato Olindo Dionisi e Piero Paciaroni, stanno valutando se chiedere la messa alla prova per il 31enne o se fare il processo. A Elia l’accusa (pm Stefania Ciccioli) contesta di aver raccolto da terra il petardo che poi gli è esploso tra le mani.
Per questa vicenda, come aveva annunciato il procuratore Giovanni Giorgio, è stato fatto ricorso al processo direttissimo per chi commette reati nel corso di manifestazioni sportive. Anche a distanza di tempo dal fatto, una volta individuati i responsabili, si può andare al processo per direttissima.
(Gian. Gin.)
