Il premio Campiello Giorgio Fontana
e Antonio Moresco ‘scrittore patrimonio’
a Macerata Racconta
LIBRI - Intenso il programma odierno: alle 12 Gianni Usai e Loris Campetti con “Operai in mare aperto”. Alle 14.30 Morte di un uomo felice” del giovane autore milanese. Alle 18 Alberto Bucci e Giacomo Sintini con “Fuori tempo”. Alle 21 al Lauro Rossi incontro con lo scrittore elogiato da Saviano e dal Financial Times che lo ha riconosciuto come «uno dei padri fondatori della nuova letteratura italiana»

Gianni Usai
Nel giorno dell’inaugurazione della Fiera del Libro (leggi l’articolo) è fitto il programma degli incontri di Macerata Racconta. Si comincia alle 12, alla Civica Enoteca con Gianni Usai e Loris Campetti per la presentazione del libro “Operai in mare aperto” con introduzione della giornalista Maria Francesca Alfonsi. Il Sessantotto ha svegliato coscienze e intelligenze e gli anni Settanta del secolo scorso hanno cambiato il Paese, nella cultura, nei costumi, nella politica. Molte delle speranze di allora si sono rivelate illusioni, altre sono entrate in modo profondo e incancellabile nella vita delle persone. L’intreccio della vicenda individuale con quella collettiva di una generazione è il cuore di questa lunga conversazione di Usai con Loris Campetti, altro testimone di quegli anni da un osservatorio privilegiato e particolare come quello del quotidiano il manifesto. Emigrato a Torino dalla Sardegna, Gianni Usai lavora alla Fiat Mirafiori fino al 1980. È stato operaio, poeta e sindacalista nell’esecutivo del consiglio di fabbrica. Torna in Sardegna per fare il pescatore e costituisce insieme ai piccoli pescatori di Su Pallosu (in provincia di Oristano) una cooperativa dedicata principalmente alla pesca delle aragoste. Negli anni Novanta la cooperativa avvia con l’Università di Cagliari il primo progetto di ripopolamento sostenibile dell’aragosta rossa nel Mediterraneo. Alla sua esperienza si richiama il film di Sabina Guzzanti, Le ragioni dell’aragosta (2007), e il documentario Piccole aragoste crescono (2014), realizzato dai registi Francesco Cabras e Alberto Molinari.aragoste”. Loris Campetti entra nel mondo del giornalismo sul finire degli anni ’70, dirigendo per circa dieci anni la redazione torinese de il manifesto. Negli anni successivi lavora come inviato per le questioni europee, caposervizio dell’economia e caporedattore. Esperto di relazioni industriali ha pubblicato il libro Non Fiat. Come evitare di svendere l’Italia (Cooper, 2002) e Ilva connection (Editore Manni, 2013), un’inchiesta sulla ragnatela di corruzioni, omissioni, colpevoli negligenze e sul “sistema Riva” (Editore Manni 2013). Collabora saltuariamente con RAI Radio3.

Giorgio Fontana
Alle 14.30, nell’aula 5 dell’Università, seguirà la presentazione del libro “Morte di un uomo felice” di Giorgio Fontana, premio Campiello 2014. Il libro è ambientato a Milano. Estate 1981: siamo nella fase più tarda, e più feroce, della stagione terroristica in Italia. Non ancora quarantenne, Giacomo Colnaghi a Milano è un magistrato sulla linea del fronte. Coordinando un piccolo gruppo di inquirenti, indaga da tempo sulle attività di una nuova banda armata, responsabile dell’assassinio di un politico democristiano. Una corsa e un’immersione pervase da un sentimento dominante di morte. Un lento disvelarsi che segue parallelo il ricordo della vicenda del padre che, come Giacomo Colnaghi, fu dominato dal desiderio di trovare un senso, una verità. Anche a costo della vita. Fontana, giovane autore, esordisce con il romanzo “Buoni propositi” per l’anno nuovo (Mondadori, 2007), cui segue “Novalis” (Marsilio, 2008). Con il reportage narrativo “Babele 56. Otto fermate nella città che cambia” (Terre di Mezzo, 2008) è finalista al Premio Tondelli 2009. “Per legge superiore” (Sellerio, 2011) vince il Premio Racalmare – Leonardo Sciascia 2012, il Premio lo Straniero 2012 e la XXVI edizione del Premio Chianti.
Alle 18 all’Asilo Ricci il coach Alberto Bucci e il campione di pallavolo Giacomo Sintini presenteranno i loro libri “Fuori tempo” e “Forza e Coraggio” (leggi l’articolo)
Infine, alle 21, al teatro Lauro Rossi, incontro con Antonio Moresco che presenterà il libro “Piccola fiaba un po’ da ridere e un po’ da piangere”. «Uno scrittore patrimonio», così è stato definito da Roberto Saviano. E il Financial Times lo ha riconosciuto come «uno dei padri fondatori della nuova letteratura italiana».

Antonio Moresco
Il suo ultimo libro per ragazzi (molto apprezzato anche dagli adulti), è illustrato da Gianluca Folì, con l’introduzione di Sandra Petrignani. Lo scrittore sarà accompagnato da Massimo De Nardo, responsabile della casa editrice tolentinate Rrose Sélavy, che ha pubblicato il libro nella collana Il Quaderno quadrone. È un libro spiazzante e coinvolgente, destinato a lettori attenti, pronti alla risata che fa pensare, incapaci di superficialità, ricco di invenzione linguistica. Una fiaba po’ da piangere perché c’è di mezzo l’amore e quindi l’illusione. Un po’ da ridere perché ci sono personaggi esilaranti, come la maestra Slurp Slurp, che srotola la sua lingua lunga lunga fino agli ultimi banchi se si accorge che ti sei distratto, e la Bidella, che sa essere strega e fata: sarà lei a fare l’incantesimo che dà inizio alla storia, facendo innamorare i bambini che l’hanno presa in giro. Soprattutto, una fiaba dolcissima, quando Moresco ci racconta di Sonnambulino e Sonnambulina, personaggi che assomigliano molto ai nostri sogni e ai nostri sentimenti. «Mi ha sempre affascinato la forma della fiaba» dice Antonio Moresco. «Perché è rivoluzionaria. Ha il potere di far succedere l’impossibile e questa è una cosa desiderabile e necessaria». E qui l’impossibile è accaduto davvero.