Bagarre sul bilancio
M5S: L’assessore manipola i dati”
Il Pd: “Chi salverà l’Assm?”
TOLENTINO - Proseguono le accuse all'amministrazione dopo l'approvazione in consiglio. Mercorelli presenta gli atti della Corte dei conti e attacca la Luconi. Prugni esprime preoccupazione sulla partecipata a rischio vendita
di Marco Cencioni
Non si placa la polemica sulla questione bilancio a Tolentino. Anzi, si infuoca ancor di più dopo l’ultimo consiglio comunale dove è stato approvato quello relativo al 2014 (favorevole la maggioranza, contrari Pd e Movimento 5stelle). E’ la discussione sul tema “residui attivi fantasma” a tenere banco, ma non solo. Andiamo con ordine. L’assessore Silvia Luconi ha dichiarato giovedì in consiglio che la Corte dei Conti «riconosce l’insussistenza di gravi irregolarità contabili», pur segnalando la «presenza di alcuni profili critici in quanto potenzialmente suscettibili di pregiudicare l’equilibrio economico finanziario dell’ente negli esercizi futuri», cogliendo l’occasione per attaccare il consigliere del Movimento 5Stelle Gianmario Mercorelli. A suo avviso, l’esponente del gruppo pentastellato vuole «far fallire questo Comune» e, con il suo operato, «ha portato questo risultato: il recupero di due milioni e mezzo in tre anni anziché in trenta. Tutto ciò per sottolineare la differenza tra responsabilità e buon senso e sciacallaggio politico». Infine, l’assessore al bilancio afferma che «dispiace dover dire a Mercorelli, il quale in queste due settimane non ha smesso mai di chiedere agli uffici quanto saremmo durati ancora, che per il momento ci dovrà vedere ancora da questa prospettiva». Oggi la replica dello stesso Mercorelli che rispedisce al mittente le accuse. Lo fa sostenendo che l’assessore con le sue dichiarazioni: «Ha dato un triste esempio di come l’informazione possa essere manipolata anche semplicemente fornendo dati incompleti». L’esponente del movimento allega alle sue parole i documenti.
“Citando una deliberazione della Corte dei Conti che secondo lei darebbe ragione all’amministrazione – dice Mercorelli – ha infatti “dimenticato” alcuni dettagli: l’atto che cita è una procedura d’ufficio del 2014 che ha analizzato il solo bilancio 2012 e non ha nulla a che fare con l’esposto da noi presentato nel 2015 (che si riferisce anche ai bilanci successivi). Quindi l’assessore eviti di spacciare il documento per una “assoluzione” circa i fatti da noi contestati visto che, al contrario, esso dimostra quanto facilmente si giochi con i soldi pubblici. Infatti, l’atto prende in considerazione gli oltre 2 milioni di euro di residui relativi al cimitero: i residui in discorso dovranno essere eliminati entro il 31 dicembre 2014, prima ancora di procedere al riaccertamento straordinario. Il che significa che i residui attivi “di fantasia” andavano tolti obbligatoriamente e non era assolutamente possibile spalmarli in 30 anni come sostenuto dall’assessore. E a dirlo, ora, non siamo noi, ma la Corte dei Conti che si era già mossa in autonomia sul bilancio 2012. Perciò l’assessore Luconi non cerchi di incolpare il Movimento del fatto che i cittadini dovranno ripianare il debito in 3 anni invece che in 30. La colpa è solo di chi ha giocato con i conti del comune. Le cose sono due: o non si sono accorti (grave per chi deve amministrare) o, peggio ancora, hanno preferito non vedere e continuare con lo stesso sistema». Mercorelli infine, dopo aver lanciato una frecciata anche al Pd, colpevole a suo avviso di «cavalcare la polemica sui giornali (leggi l’articolo) pur essendo altrettanto responsabile», afferma che l’assessore Luconi «Ha mentito, e sapeva di farlo, quando ha detto che avevamo interpretato male le leggi e che il bilancio non aveva problemi. Due mesi dopo è emerso un disavanzo di 2 milioni e 600mila euro. Mente sostenendo che senza l’intervento del movimento si sarebbe potuto spalmare il debito in 30 anni, dato che la Corte dei Conti aveva già negato questa possibilità indipendentemente dal nostro intervento e mente dicendo che avremmo accusato la giunta di atti illeciti: abbiamo detto che giudicherà la magistratura se si siano verificati».
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Il gruppo consiliare del Pd di Tolentino esprime tutta la sua «preoccupazione per il debito di bilancio ed ancor di più per le modalità con cui si vuole ripianarlo», chiedendosi «l’Assm salverà il comune, chi salverà l’Assm?». Gli esponenti del partito democratico non auspicano il commisariamento ma sostengono che «un buco di 2 milioni e 600mila euro è un fatto grave che non era mai accaduto prima nella storia della città. La vendita di immobili comunali in un momento come questo rischia di diventare una svendita, così come è stato per la farmacia. Non si voleva far sapere nulla e nelle delibere non v’è traccia, ma nel consiglio comunale di giovedì Pezzanesi ha dovuto ammettere che solo vendendo all’Assm riuscirà a realizzare le somme necessarie a ripianare il bilancio – sottolineano – Vendere all’Assm gli immobili comunali (come il palazzo dell’anagrafe o la piscina) per evitare la bancarotta salverà solo momentaneamente il comune e metterà in grande difficoltà il futuro dell’Assm stessa. Quello che ci stupisce è anche l’accondiscendenza dei vertici Assm che accettano tutto questo senza nulla eccepire. La municipalizzata diventerà sempre più società immobiliare e sempre meno società di servizi – concludono- Amministratori seri pensano al bene dell’azienda e dei propri dipendenti, e non a quello di chi ha dato loro la poltrona».


