Marche festival,
gran finale della Gang
tra pioggia e vento
MACERATA - I fratelli Severini hanno intrattenuto il popolo del primo maggio contrastando anche le condizioni climatiche avverse. Centinaia le persone accorse ai giardini Diaz per la due giorni di musica aperta il 30 aprile con il concerto di Mudimbi
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(In alto la galleria fotografica di Andrea Petinari)
di Claudio Ricci
Primo maggio bagnato, primo maggio fortunato. Come da tradizione Il Marche Festival ai giardini Diaz di Macerata ha avuto la sua buona dose di pioggia ma anche un pubblico nutrito ed appassionato che ha sfidato le intemperie di una giornata instabile per il gran finale del concertone con la Gang. La storica band di Filottrano ha chiuso tra gli applausi e i “bis” richiesti dalla folla la due giorni di musica organizzata dal Comune-Assessorato alle Politiche Giovanili con il coordinamento operativo di Meridiana e il contributo di Cgil-Cisl e Uil. I concerti sono iniziati la sera del 30 aprile. Ad aprire le danze i Little Pieces of Marmalade, vincitori dell’Homeless Rock Fest. Presenti anche i gazebo informativi di Accademia, Unimc, Unicam, Informagiovani, Anpi, il truccabimbi e la food zone con gli stand dei locali maceratesi.
A seguire Devolium, gli In Silenzio e finale rap affidato al one man show “Mudimbi”che ha letteralmente incollato il pubblico sotto al palco con uno spettacolo tra performance e provocazione artistica. Solo un assaggio della giornata musicale del primo maggio. Dalle 16, nonostante le nuvole minacciose, giovani, e meno giovani, famiglie ed universitari si sono riversati nel parco pubblico cittadino per godersi la festa dei lavoratori in musica. Sleimers, Apnea, Velvet Cloud e Durga Mata i gruppi che hanno intrattenuto il pubblico che è andato crescendo nel corso del pomeriggio. Cambio di programma sul finale a causa dei capricci climatici.
La Gang a cui era affidata la chiusura ha assicurato ai fan il divertimento anticipando il concerto alle 22. I fratelli Severini in gran forma hanno presentato al rodato pubblico maceratse il loro ultimo album, “Sangue e Cenere” non lesinando i superclassici, “Bandito senza tempo”, “Comandante”, “Alle barricate” e “La lotta continua. Mani alzate e cori degni della migliore festa musicale dei lavoratori. Alla fine il meteo è stato clemente lasciando anche ai giovani Elpris con il loro “poppepunk” il tempo di guidare il popolo del primo maggio verso un finale tutto da ballare, nell’attesa del prossimo Marche Festival ai giardini Diaz.







