Rischio tumori
Matelica annuncia analisi approfondite
Dopo lo studio dell'Arpam il vicesindaco spiega di vole andare a fondo sui dati che dimostrerebbero un numero eccessivo di casi. Ruggeri: «Sarà posta l’attenzione sui tumori del sistema emolinfopoietico, della tiroide e dello stomaco. Verrà estesa l’indagine a tutta l’Area Vasta 3 per verificare se gli stessi eccessi segnalati sono riscontrabili anche in altri comuni».
di Monia Orazi
Gli eccessi di tumori riscontrati a Matelica e dintorni (leggi l’articolo) dallo studio descrittivo dell’osservatorio di epidemiologia ambientale dell’Arpam, saranno approfonditi con studi ulteriori. Lo annuncia in una nota il vicesindaco Anna Grazia Ruggeri. «In accordo con l’Agenzia sanitaria regionale, tenendo conto sia dei risultati sia dei limiti intrinseci degli studi di epidemiologia descrittiva – dice – saranno comunque avviati degli approfondimenti in merito, attraverso la consultazione della documentazione clinica». «Sarà posta l’attenzione sui tumori del sistema emolinfopoietico, della tiroide, per i quali si registra un aumento su tutto il territorio nazionale e dello stomaco – prosegue Ruggeri – il cui eccesso è da decenni prerogativa del nostro territorio. Inoltre verrà estesa l’indagine a tutta l’Area Vasta 3 per verificare se gli stessi eccessi segnalati sono riscontrabili anche in altri comuni. Sulla scorta di quanto verrà documentato si deciderà’ poi come proseguire gli studi epidemiologici per garantite la tutela della salute dei cittadini». Nella nota si avverte che lo scorso 21 aprile si è svolto un incontro con il responsabile di Igiene e Sanità Pubblica della Area Vasta 3 sede di Camerino e con un dirigente medico dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale. La Ruggeri ricorda che lo studio è puramente descrittivo e non permette di evidenziare da cosa sia causato l’eccesso di tumori. «L’analisi descrittiva, infatti, non si prefigge, per definizione, il fine di fornire informazioni sulla eziologia degli eventi studiati, che peraltro nella stragrande maggioranza dei casi riconoscono una causa multifattoriale o addirittura ancora sconosciuta e sono spesso riconducibili a fattori individuali o ambientali lontani anni dal periodo di osservazione – specifica – inoltre su di essa gravano alcune limitazioni riferite ai dati e alle tecniche utilizzate per la stesura». Tra i limiti dell’indagine anche l’essere stata condotta sulle schede di dimissione ospedaliera: «Semplificando: una stessa patologia può essere registrata con un codice diverso o diverse patologie possono essere registrate con lo stesso codice – dice il vicesindaco – per le cause di decesso una generica definizione da parte del medico certificatore (per esempio morte per arresto cardiocircolatorio) potrebbe far rilevare degli eccessi per quell’evento nel comune osservato. Più’ attendibile invece sarebbe quanto emerge dalla consultazione del registro dei tumori, che si basa sul referto istologico». Tra i problemi evidenziati nella relazione descrittiva anche il fatto che per certi tipi di tumore, ci sono pochi casi osservati ed attesi, che provocano per il ristretto numero, picchi di eccesso. L’intervallo di confidenza, «parametro che fornisce informazioni sulla precisione dei valori ottenuti, e’ utilizzato al 90% anziché al 95%, come nel progetto Sentieri , che si occupa dei siti documentatamente contaminati , e pertanto deve fornire allo studio una più’ alta sensibilità’ per evitare che si perdano informazioni utili». Conclude la Ruggeri: «Sono state prese in considerazione nello studio anche patologie cardiocircolatorie e respiratorie,che però richiedono la valutazione di un ventaglio molto ampio di fattori causali, rendendone così difficile la attribuzione a pressioni ambientali».
