Scuola, muore il prof Augusto Bonatti
Nello stesso giorno investita la cognata
MACERATA – Insegnava religione all'Itc Gentili. Il docente aveva 56 anni. Per la famiglia un doppio dolore. Nella stessa giornata a Pesaro è stata investita la moglie del fratello deceduta dopo tre giorni all'ospedale per la gravità delle ferite riportate
di Marina Verdenelli
Una vita tra gli studenti poi la morte che ha lasciato tutti increduli. E’ lutto all’Itc Gentili di Macerata per la scomparsa di Augusto Bonatti, 56 anni, insegnante di religione. Originario di Recanati la sua famiglia è stata colpita da una doppia perdita a distanza di pochi giorni. Mentre il professore se ne andava, all’hospice dell’ospedale maceratese, dopo un ricovero di cinque giorni, a Pesaro veniva investita la cognata, Livia Cardinali, 56 anni anche lei, maestra, deceduta poi ieri per le conseguenze dell’incidente (domani il funerale). Una tragica concomitanza degli eventi. Bonatti è spirato sabato pomeriggio. Al mattino dello stesso giorno, alle 8, l’investimento della cognata, sposata con il fratello Massimo Bonatti, avvenuto a pochi passi dall’abitazione pesarese. Un dolore troppo grande per i familiari che si sono stretti tra loro, vicini ad amici e parenti, per trovare la forza di andare avanti. La scuola di Macerata, dove il professore insegnava dal 2001, benvoluto dai ragazzi che lo consideravano un amico più grande al quale appoggiarsi e chiedere consigli, ha saputo la notizia della morte solo lunedì. Il preside Pierfrancesco Castiglioni ha voluto fare un manifesto funebre a nome di tutto l’istituto superiore Gentili per partecipare al dolore dei familiari. Sempre lunedì è stato celebrato il funerale di Bonatti nella parrocchia del Cristo Redentore, a Recanati, dove viveva con la moglie Carla Quercetti. Una malattia lo ha stroncato in pochi mesi lasciando anche tre figli. A settembre doveva riprendere l’insegnamento ma il professore di religione ha dovuto rinunciare per iniziare le cure. Mesi di speranze e di lotta con tutte le sue forze. Un uomo sereno, stando al racconto di amici vicini alla famiglia, che fino all’ultimo ha vissuto con il sorriso incoraggiando i suoi cari. A donargli la serenità c’era la fede in Dio, una fede religiosa che gli ha dato forza. La stessa che lo aveva portato a diventare insegnate di religione. Nei giorni della malattia non sono mancate le visite degli studenti che, legati a lui, lo andavano a trovare.
