Estate senza guardia medica
e senza ambulanza per le emergenze

PORTO RECANATI - Alle porte della bella stagione la località turistica deve fare i conti con un servizio di soccorso non ottimale. Manca la potes. A sollevare la questione è Marangoni di Forza Italia e la Croce Azzurra è preoccupata. La presidente Zazzetta: "Così è impensabile"

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Una cabina adibita ad infermeria in uno chalet del centro storico

Una cabina adibita ad infermeria in uno chalet del centro storico

di Alessandro Trevisani

Stagione estiva alle porte senza guardia medica e senza ambulanza con medico a bordo. Succede a Porto Recanati anche se gli operatori turistici non sembrano dargli peso. Il problema però è sentito dalla Croce Azzurra dove la presidente Orietta Zazzetta commenta: «Un’estate senza presidi di emergenza è impensabile». A sollevare la questione è il consigliere regionale di Forza Italia Enzo Marangoni. «Una sola ambulanza nei mesi estivi – scrive Marangoni in un comunicato – per un territorio che va oltre i confini di Porto Recanati, è una vera indecenza. Si tenga conto che se l’ambulanza trasporta un paziente verso Civitanova e dopo pochi minuti c’è un’altra chiamata, col traffico estivo e la distanza dall’ospedale di Civitanova possono passare anche due ore per il suo ritorno».  Il consigliere incalza: «L’aver tolto anche la guardia medica turistica è un ulteriore colpo di grazia per i cittadini ed i tanti turisti estivi, i quali spesso sono inferociti perché devono fare diversi chilometri per trovare una guardia medica in servizio». Marangoni chiede quindi alla giunta regionale di attivare subito «una potes turistica, cioè un automezzo con equipaggio costituito da autista/soccorritore ed un infermiere e con un medico a bordo, con copertura 24 ore su 24». È d’accordo la presidente della Croce Azzurra di via Bronzini, Orietta Zazzetta, che commenta: «Una volta, d’estate, c’era a disposizione un equipaggio in più dalle 10 alle 18. Avevamo due postazioni, una in sede e l’altra a Scossicci, con un medico e un anestesista. Poi rimase l’ambulanza, poi hanno tolto pure quella. I nostri mezzi coprono Porto Recanati, Montefano, Montelupone, Potenza Picena. Facciamo già 1.600 interventi all’anno: un’estate senza presidi di emergenza è impensabile». E la guardia medica? «Anche qui – dice Zazzetta – avevamo un medico attivo tutta la giornata per tutta l’estate. Poi l’hanno tolto e ora ci pensano i medici di base, facendo turni tra di loro». Ma il nodo è soprattutto finanziario, come fa notare Ermanno Zamponi, responsabile della centrale operativa del 118 a Macerata: «Io sarei felice con più ambulanze, ma bisogna trovare i soldi. Anche perché qualcuno potrebbe dire: perché a Porto Recanati sì e a Porto Potenza e Civitanova no? Non solo: di recente, dopo un ricorso alla Corte Europea, sono raddoppiati i costi relativi al volontariato». Ma poi Porto Recanati ha davvero questa urgenza ? «Qui – risponde Zamponi – intervengono la Croce bianca da Sirolo, la Croce rossa da Loreto, l’auto medicalizzata da Recanati, un equipaggio da Porto Potenza e se serve il 118 da Macerata». Ma gli esercenti che ne pensano? I balneari non segnalano problemi. «Di solito ce la caviamo con la cassetta dei medicinali, quando serve c’è la Croce Azzurra», dicono da Nonno Ferruccio. «Per l’ambulanza nessun problema – dice Patrizia Bianchi, che gestisce l’hotel Bianchi e la pizzeria Mambassa –, ma per i medici a volte ai nostri ospiti non sappiamo che dire. Ci vuole più informazione. Magari con un semplice volantino con orari e indirizzi».


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