Delitto di Lotfi Draief, condanne ridotte
PORTO RECANATI - I giudici della Corte d'appello di Perugia hanno riformulato le accuse: fu omicidio preterintenzionale. E' l'ennesimo colpo di scena del processo per l'uccisione del tunisino 25enne
di Gianluca Ginella
Fu omicidio preterintenzionale: la Corte d’appello di Perugia riduce le condanne per il delitto di Lotfi Draief, il tunisino ucciso a 25 anni a Porto Recanati nel novembre del 2010. Sentenze che oggi sono state ridotte notevolmente dalla Corte d’appello che era stata chiamata in causa dalla Cassazione che lo scorso dicembre aveva annullato la sentenza di secondo grado (per tre dei 5 imputati) nella quale i giudici contestavano il reato di omicidio volontario con dolo eventuale e non più il delitto preterintenzionale come disse il giudice di primo grado. A detta della Corte d’appello di Ancona con la loro azione (Draief fu pestato a morte) gli imputati potevano in astratto causare la morte del tunisino. Già questa seconda sentenza aveva modificato la prima, quella del tribunale di Macerata, dove invece, come detto, il giudice aveva contestato l’omicidio preterintenzionale.
Con la sentenza di oggi si è ritornati a qualcosa di simile alla prima, ma le condanne sono inferiori. L’udienza di oggi riguardava tre tunisini: Bouomrani El Bechir, difeso dagli avvocati Federico Valori e Rossano Romagnoli (che avevano presentato ricorso in Cassazione) è stato condannato a 9 anni e 4 mesi ed è tornato libero in attesa che la sentenza passi in giudicato (la precedente condanna era di 14 anni e sei mesi), Dardori Wassim, che è stato condannato a 9 anni e 4 mesi (in precedenza erano 16 anni) e Taher Trabelsi sentenza a 8 anni (erano 12 anni e 6 mesi). Wassim e Trabelsi sono assistiti dall’avvocato Alessandro Brandoni. Draief venne ucciso il 12 novembre del 2010 dopo essere stato prelevato all’Hotel House e portato in una zone di campagna di Porto Recanati. Lì fu pestato e poi abbandonato. Per gli altri due imputati per il delitto di Draief si sono svolti procedimenti distinti: si tratta del tunisino Faycal Ben Ali (che in appello venne condannato a 25 anni) e per l’ucraina Ganna Prokofyeva (che in secondo grado era stata condanna a 9 anni e sei mesi).

