Tartabini difende Acquaroli:
“Resterà in ogni caso in Municipio”

POTENZA PICENA - La vice sindaco difende il primo cittadino, candidato governatore per Fratelli d'Italia, ricordando i risparmi fatti dall'amministrazione. Alle accuse relative all'inchiesta sui Fondi dei gruppi risponde: "Il Pd guardi in casa propria"
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Noemi Tartabini

Noemi Tartabini

Il vicesindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini risponde alle critiche mosse dal Pd locale e da Mario Morgoni per la candidatura del sindaco Francesco Acquaroli alle elezioni regionali (leggi l’articolo):

«Acquaroli è e rimane sindaco a tempo pieno: non sarà di certo un mese di campagna elettorale che fermerà questa volontà, sua e della giunta. Fa veramente specie che le minoranze, soprattutto quella che aveva sostenuto l’amministrazione comunale precedente, possano parlare circa l’impegno e la presenza in Comune di sindaco e assessori. Una polemica infondata e pretestuosa non solo rispetto ai dieci mesi trascorsi, dove la nostra presenza quotidiana ha evidenziato anche la difficoltà di reperire spazi per operare e per incontrare la cittadinanza. Il fatto che il nostro primo cittadino sia stato scelto, tra molti, a rappresentare il centrodestra nelle Marche ci inorgoglisce anche perchè coscienti che lui, come già ha ampiamente ribadito, non abbandonerà in nessun caso il ruolo di sindaco per tornare tra gli scranni del Consiglio regionale. Un’occasione importante anche perchè utilizzerà questa sfida politica, e tutto ciò che ne consegue, per accrescere il suo bagaglio esperenziale nonchè la visibilità ed il ruolo di Potenza Picena nell’ambito regionale e non solo.

Bassa e scorretta è la polemica circa l’indagine sui fondi dei gruppi consiliari in Regione in quanto ad essere indagati ad ora sono praticamente tutti i consiglieri regionali delle ultime due legislature; ed in un contesto dove c’era chi si faceva rimborsare di tutto, possiamo tranquillamente affermare che nel caso specifico siamo davanti a normali attività di studio e ricerca su materia d’interesse regionale al fine di poter svolgere in maniera più approfondita il ruolo ricoperto. Singolare è la richiesta del Pd di pubblicare quei documenti soggetti ad indagine anche perché il sindaco si è sempre reso disponibile, a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta, a mostrarli dettagliatamente e le opposizioni non hanno mostrato mai interesse in tal senso. Ma perchè il Pd locale non rivolge le medesime lezioni di trasparenza ed onestà ai loro esponenti quali ad esempio il segretario regionale Francesco Comi, l’onorevole Paolo Petrini, l’assessore regionale Sara Giannini, il consigliere regionale Angelo Sciapichetti anche loro indagati ma osannati in più occasioni dal Pd locale?

La coerenza e il desiderio affannoso di trasparenza non dovrebbero avere connotazione politica! E fa veramente specie che tutte queste critiche nei confronti del sindaco Francesco Acquaroli vengono mosse proprio da chi, per dieci anni, non ha mai battuto ciglio ad esempio davanti al costo della telefonia sostenuto dall’ente che era il doppio di quello attuale, davanti al fatto che i cittadini potentini pagano seicento mila euro all’anno di interessi passivi, per non parlare poi di tutte quelle altre economie, che potevano essere fatte ma, mai affrontate da chi ci ha preceduti, magari proprio perchè poco presenti negli uffici comunali o impegnati tra litigi e primarie. Non voglio, poi, entrare nel merito dell’indagine della guardia di finanza su alcune operazioni dell’amministrazione targata Pd per il periodo 2010/2013. L’amministrazione Acquaroli a fronte di una non rinuncia di mille euro al mese complessivi ha fatto in poco tempo economie strutturali per oltre 400 mila euro annue, a beneficio della comunità tutta».



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