Il tango di “Emociones”
ammalia il Comunale di Treia
RECENSIONE - Una notte nella storia di uno dei balli più affascinanti e conosciuti. Tra scandalo e seduzione la Compagnia Tango 7.3 guidata da Anibal Castro e Griselda Bressan ha raccontato un vortice di emozioni al pubblico rapito
di Walter Cortella
(Foto di Massimo Zanconi)
Ogni ballo ha indubbiamente il suo fascino. Che sia latino-americano o di origine europea, che sia di coppia o di gruppo, che sia standard o acrobatico, ognuno di essi può contare su un numero consistente e crescente di estimatori che in ogni angolo della penisola lo praticano, partecipando anche ad affollate gare che talvolta assumono il carattere della maratona. Ogni ballo ha, dunque, il suo fascino, ma non v’è dubbio che il tango sia quello che gode di un quid in più. Fin dal suo apparire, nei primi anni del ’900, esso fece rapidamente molti proseliti, in particolare nelle classi sociali meno abbienti delle periferie delle grandi città di Argentina e Uruguay. E se è vero che un «grande» musicista di quel periodo (Enrique Santos Discépolo) lo definì “un pensiero triste che si balla”, ci si domanda che cosa abbia potuto attrarre ed incantare masse sterminate di ballerini o semplici simpatizzanti, non solo nel sud America ma anche nella vecchia Europa. Non era certo un ballo aristocratico, nulla a che vedere, per esempio, con il valzer.
Era, anzi, ritenuto scandaloso e addirittura peccaminoso, tanto da esser messo letteralmente al bando. Però poi il tempo lo ha riabilitato agli occhi dell’opinione pubblica e dei moralisti. Nel corso della sua storia, il tango ha conosciuto periodi di grande splendore alternati con altri di decadenza, ma ogni volta ha trovato la forza per tornare in auge, magari con profonde modifiche ma sempre più coinvolgente. Per il «vero» ballerino, il tango argentino è espressione di un modello di vita e quando si abbandona alla sua struggente musica, ne improvvisa passi e figure in modo del tutto originale, in sintonia con il suo vissuto quotidiano. Questa è la peculiarità del tango argentino. Non è chiaro per quale misteriosa alchimia esso, malgrado il pathos che ne pervade il testo, sia capace ancora oggi di creare profonde e conturbanti emozioni, non solo nella coppia che lo balla, ma anche in coloro che assistono alla sua esibizione. Perché, allora, il tango? Perché è una disciplina artistica capace di coinvolgere simultaneamente corpo-mente-cuore, in un unicum originale. È una espressione corporea che favorisce socializzazione, condivisione e comunicazione, in particolare tra i partner.
E quindi il tango finisce inevitabilmente per essere tra i vari balli quello che più si presta ad essere portato in teatro, a diventare spettacolo, grazie alla sua forza trascinante, ai suoi ritmi coinvolgenti, all’atmosfera erotica e alle emozioni che è capace di creare in ognuno. Anibal Castro e Griselda Bressan, due maestri e coreografi argentini che da anni operano nella nostra regione, hanno avuto l’idea di allestire uno spettacolo con i migliori ex allievi delle loro scuole e con essi «girare» l’Italia per divulgare ancor più la conoscenza del tango argentino. In Emociones, messo in scena dalla Compagnia Tango 7.3 al teatro Comunale, canto, ballo, musica e poesia si fondono per creare un vortice appunto di emozioni che in breve coinvolge gli spettatori. Il corpo di ballo è formato da una dozzina di giovani elementi dall’elevato potenziale, provenienti da varie località della nostra regione, ma ancora nel pieno del lungo processo di perfezionamento, sotto l’esperta guida della coppia Castro-Bressan. Molto apprezzata la doppia esibizione canora del serbo Nenad Koncar, dotato di una calda voce tenorile. I vari «quadri», interpretati con grande intensità, «prendono» fin dalle prime battute lo spettatore e lo guidano nel percorso di avvicinamento al mondo del tango. Emociones, però, non è solo ballo ma è anche prosa. Victor Carlo Vitale, che ha curato la regia teatrale dello spettacolo, rievoca sulla scena il passato di un vecchio tanguero e ci riporta nel fumoso e torbido mondo del tango argentino e ci fa respirare l’atmosfera dei piccoli e affollati locali, disseminati nei vari barrios di Buenos Aires o di Montevideo. Il testo, in bilico tra l’italiano e lo spagnolo e ricco di toni poetici, è stato scritto a sei mani, dallo stesso Vitale con il duo Castro- Bressan, solida coppia nella vita e sulla scena.
I ballerini, in una scenografia ridotta al minimo, sono accompagnati nella loro esibizione dal m° Martin Diaz, eccellente chitarrista. Emociones, con la sua possente carica, è uno spettacolo che entra nel cuore e nell’anima di chi vi assiste. Il repertorio musicale è quello classico: accanto all’intramontabile Cumparsita dell’uruguaiano G. Matos Rodriguez e al coinvolgente Libertango di Astor Piazzolla, sono stati eseguiti altri brani celebri dei quali spesso ignoriamo o non ricordiamo il titolo. Non sono mancati «pezzi» che all’apparenza poco hanno a che fare con il mondo del tango, come un ever green jazzistico di George Gershwin, nell’originale e struggente arrangiamento per armonica a bocca di Victor Hugo Diaz, e il notissimo Summertime. In realtà essi hanno in comune la stessa matrice, giunta dall’Africa insieme ai primi schiavi neri. Molto eleganti, estrose e raffinate le coreografie dei due maestri argentini, con il loro rituale fatto di sguardi maliziosi, ammiccamenti, movenze sinuose, evoluzioni conturbanti, nonché virtuosismi e passaggi arditi. Eleganti e ricchi i costumi e di grande effetto il disegno delle luci. Con Emociones, spettacolo davvero emozionante, ha preso il via la seconda sezione della stagione di prosa del Comunale di Treia, dedicata ai giovani e alla nuova drammaturgia.



