Riordino delle Province:
201 dipendenti in mobilità
RIFORME - Calcolate le unità in soprannumero in tutte le Marche
Saranno 201 in tutte le Marche i dipendenti delle province ad entrare in mobilità con il riordino degli enti dopo la riforma Delrio. La mobilità riguarda il soprannumero delle unità nelle amministrazioni statali del territorio, nei comuni e in Regione. Il computo è stato fatto in un incontro fra il dipartimento degli Affari regionali della presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Marche con il vicepresidente della Giunta Antonio Canzian, con la partecipazione dei rappresentanti del Dipartimento per la funzione pubblica e dei tecnici degli osservatori nazionale e regionale.
Nel corso della riunione è stata presa in esame la legge regionale di riordino approvata il 31 marzo scorso e ne è stato valutato l’impatto organizzativo e contabile. In particolare, sono state analizzate le stime dei contingenti di personale delle province soprannumerario e di quello da ricollocare, sulla base dei dati censiti al 31 dicembre 2013. A tale data i dipendenti provinciali nelle Marche erano 2.163. Di questi, 1.081 i dipendenti addetti alle funzioni fondamentali destinati a permanere in Provincia, 494 dipendenti destinati al trasferimento in Regione insieme alle funzioni non fondamentali, 368 i dipendenti destinati a transitare ai nuovi soggetti istituzionali competenti in materia di mercato del lavoro, 19 gli addetti ai Corpi di polizia provinciale e i 201i dipendenti da ricollocare appunto tramite mobilità. A questi andrebbero però tolti tutti quelli soggetti a prepensionamento e il numero potrebbe essere ulteriormente ridotto.
«L’esiguità del numero di personale effettivamente da ricollocare dà assicurazione sull’effettiva possibilità di garantire il posto di lavoro a tutto l’attuale personale delle Province – scrive in una nota la Regione – Ai fini organizzativi, saranno avviati contatti istituzionali con le Prefetture, in modo da favorire e monitorare i programmati percorsi di mobilità. Saranno inoltre definiti, nell’osservatorio regionale, i criteri per la mobilità del personale, tenendo conto della delibera-tipo proposta proprio dalla Regione Marche e condivisa dalle altre Regioni».

Io credo che se c’e’ una cosa che va riordinata, sono i comuni che potrebbero essere ridotti a meno della metà. Se vogliamo che le grandi opere non continuano a crollare e pagare tasse incostituzionali, prive di senso logico, le province vanno eliminate insieme alle regioni. O la botte piena, o la moglie ubriaca. Credo di essere arrivati ad un punto che tutte e due le cose non ce le possiamo più permettere.