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Dall’Umbria a piedi per don Nazzareno
“Siamo qui per onorare un santo vivo”

I SENTIERI DELLA FEDE - Gli oltre 500 pellegrini partiti tre giorni fa da Città di Castello hanno concluso il cammino al Duomo di Macerata dove sono stati accolti dal loro concittadino, il vescovo Marconi, letteralmente osannato da don Livio Tacchini, guida spirituale del gruppo

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(In alto la galleria fotografica di Andrea Petinari)

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Gli ultimi metri verso il Duomo (clicca sull’immagine per guardare il video)

 

di Marco Ribechi

(GUARDA IL VIDEO)

Affaticati ma illuminati da un gran sorriso, sono i volti degli oltre 500 pellegrini partiti da Città di Castello e giunti questa mattina a Macerata dopo aver camminato per quasi 3 giorni (leggi l’articolo). Il gruppo, guidato da don Livio Tacchini, che 22 anni fa promosse il primo pellegrinaggio della comunità, ha attraversato le campagne maceratesi, sostando ad Apiro, Cingoli e Pollenza, incontrando la preziosa ospitalità delle amministrazioni locali che hanno messo a disposizione le loro strutture. Tanti i giovani che hanno fatto il loro ingresso in città pregando e cantando. I pellegrini hanno attraversato corso Cavour, i Cancelli per poi giungere stremati ma felici in piazza Strambi dove hanno assistito all’atto conclusivo di questo grande evento di fede: la messa celebrata da monsignore Nazzareno Marconi che loro chiamano semplicemente don Nazzareno.

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Il vescovo Nazzareno Marconi con alcuni pellegrini

L’attuale vescovo della diocesi di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli e Treia è stato uno dei motori della manifestazione: in molti sono stati spinti dal desiderio di incontrare quello che è stato definito “un vecchio amico” visto che Nazzareno Marconi è originario proprio di Città di Castello, luogo natio per la maggior parte dei partecipanti. A spiccare, nella colonna di persone colorata dagli zainetti, sono soprattutto i ragazzi, veri protagonisti del cammino, animati da una contagiosa allegria. Felici con i loro bastoni in mano, preziosi alleati di una così lunga camminata. Tra i partecipanti molti veterani che ogni anno hanno deciso di celebrare la Pasqua con un cammino spirituale ma anche molti novizi, che si sono avvicinati a questa esperienza per la prima volta. E’ proprio nei loro visi che si legge la soddisfazione più grande, la consapevolezza di chi, nonostante le difficoltà, è riuscito a compiere una piccola impresa. «E’ stata molto dura – ammette un giovane pellegrino – All’inizio si procedeva bene ma dopo tanti chilometri le ginocchia hanno iniziato a farsi sentire. La felicità per essere arrivati a destinazione è grande, sia dal punto di vista personale e umano che dal punto di vista spirituale».

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Il passaggio in Corso Cavour con al centro don Livio Tacchini

 

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A piedi scalzi verso Mater Misericordiae

In molti hanno preferito abbandonare le scarpe e procedere scalzi per l’ultimo tratto di strada, quello cittadino, che ha visto Nazzareno Marconi insieme al sindaco Romano Carancini unirsi all’altezza dei Cancelli ai 500 viandanti. «E’ stata una bellissima esperienza – spiega una ragazza umbra – Ancora di più ora che siamo arrivati a Macerata e possiamo ritenerci soddisfatti per aver concluso le nostre fatiche. L’accoglienza dei comuni maceratesi è stata grande e impeccabile». Anche gli infortuni non sono mancati, una ragazza è stata trasportata a braccia per oltre 2 chilometri su una sedia adattata a barella, ma il reciproco sostegno ha permesso che tutti giungessero insieme a destinazione.

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San Giuliano l’ospitaliere accoglie i viandanti nella sua casa

Nel Duomo a prendere la parola per primo è don Livio, considerato come un padre dai molti giovani che hanno seguito il suo esempio. Chitarra alla mano ha intonato alcuni inni e salutato il suo illustre concittadino oggi vescovo di Macerata «Per la prima volta un pellegrinaggio è stato compiuto non per salutare un Santo morto ma per incontrare un Santo vivo – ha detto don Livio a proposito di Nazzareno Marconi – A piccoli passi abbiamo compiuto questo cammino di fede che lascerà un tratto indelebile nelle nostre vite».  Anche l’autorità civile, il sindaco Romano Carancini, ha voluto salutare l’ingresso dei fedeli in città portando il proprio benvenuto e augurando la sempre maggiore presenza di forestieri nella città di San Giuliano l’ospitaliere. Il vescovo Marconi ha definito «Emozionante vedere i giovani che camminano e camminano con fede. Questa è una realtà che riparte, spero continui così».

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L’interno del Duomo gremito dai giovani fedeli, ultima tappa del cammino

La metafora che ha accompagnato il cammino è stata quella dei piccoli passi, che con impegno e sacrificio portano ad un grande risultato, esattamente come il cambiamento e la rinascita debbano essere due obiettivi da perseguire e da raggiungere giorno dopo giorno. Il progetto della riapertura dei cammini lauretani sembra, è proprio il caso di dirlo, prendere piede in fretta. Sempre più persone sono infatti interessate a spostarsi a piedi in sentieri naturali, attraversando le campagna sia per motivi di fede che per ritrovare il contatto diretto con la natura. Il gruppo dopo i canti celebrativi e la messa si è ritirato alla Domus San Giuliano, atteso dai pullman per rientrare a Città di Castello.

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Gli ultimi metri prima del Duomo

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Il sindaco Romano Carancini insieme al vescovo Marconi

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