Magi e Gagliardini, attenti a quei due

IL DUO MAGICO - Con un budget contenuto (speso la metà rispetto alla Civitanovese) l'allenatore e il direttore sportivo sono gli artefici principali della cavalcata trionfale della Maceratese. Arrivati in punta di piedi, tra lo scetticismo della piazza, hanno dimostrato sul campo le loro competenze e capacità con grande umiltà. Con la presidentessa Tardella hanno creato un "giocattolo" invidiato da tutti, la città non vede l'ora di tornare tra i grandi dopo 42 anni

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L'allenatore della Maceratese Giuseppe Magi

L’allenatore della Maceratese Giuseppe Magi

di Andrea Busiello

Hanno costruito una squadra straordinaria. Questa Maceratese dei record ha due piccoli, grandi uomini dietro. I nomi? Giuseppe Magi e Maurizio Gagliardini, rispettivamente allenatore e direttore sportivo dei biancorossi. Oltre alla minuta statura, in comune hanno anche delle capacità tecniche elevate. In estate, quando la presidentessa Tardella decise di affidare il timone al duo sopra citato nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla perfetta riuscita di quella che si è poi rivelata un’autentica macchina da guerra. Brava la Tardella a scegliere le persone giuste per il proprio progetto ma mastodontici Gagliardini e Magi. Nessuno conosceva il valore dei vari big Garaffoni, Croce, Kouko e Ferri Marini. Erano tanti i punti interrogativi che serpeggiavano in città circa il valore e le potenzialità di questa squadra. Dei vari under poi acquistati le informazioni erano scarse e frastagliate: Fatone, D’Alessio, Cordova e De Grazia erano nomi sui quali nessuno poteva mettere la mano sul fuoco.

Il direttore sportivo della Maceratese Maurizio Gagliardini

Il direttore sportivo della Maceratese Maurizio Gagliardini

Solo dei pazzi avrebbero affidato il numero uno di una società prestigiosa e che non poteva permettersi passi falsi ad un ragazzino proveniente dal Portorecanati. Magi e Gagliardini hanno lavorato sempre con un profilo basso. Molta umiltà e tanta voglia di costruire un gruppo basato sulla voglia di divertirsi, senza prime donne. Il tecnico arrivava dalla buona esperienza sulla panchina della Vis Pesaro e sin dal primo giorno del ritiro ha messo in campo le sue idee: 4-3-3 con spiccate doti offensive. Terzini alti e sempre propositivi, centrocampisti abili ad abbinare qualità a quantità e un tridente tecnico ma molto duttile e mobile. Il tutto attraverso il costante giro palla e un ritmo di gioco elevatissimo, a tratti impressionante. Qualità che dalla prima giornata hanno fatto della Maceratese la squadra migliore del girone. Durante il mercato di riparazione la piazza chiedeva un vero centravanti ma lo staff tecnico e la società non hanno mai pensato di intaccare il gruppo creato e, ad oggi, i risultati parlano di un tridente capace di andare a bersaglio 28 volte in questa stagione (10 reti Kouko, 9 Ferri Marini e D’Antoni).

La presidentessa della Maceratese Maria Francesca Tardella

La presidentessa della Maceratese Maria Francesca Tardella

Testa bassa e pedalare. Domenica dopo domenica. Beppe Magi a Macerata si è fatto apprezzare per le sue doti umane di persona umile e sempre disponibile al dialogo e tecnico dalla grande voglia di dimostrare con i fatti le proprie qualità. Vicino a lui, il grandissimo lavoro di “costruzione” della squadra è passato per le mani di Maurizio Gagliardini. Personaggio poco conosciuto al calcio di serie D (aveva svolto il ruolo di Ds alla Vis Macerata negli anni passati), ha imbroccato tutti gli acquisti. Nessuno escluso. Da Fatone a Garaffoni, senza dimenticare Marini, Belkaid, Perfetti e Bartolini. Il tutto riuscendo a spendere poco più di 300 mila euro. Giusto per render l’idea, la Civitanovese ha speso 650 mila euro per costruire la squadra (ammissione pubblica del patron Patitucci) e società come Sambenedettese, Campobasso e Matelica hanno speso molto di più dei biancorossi per condurre un campionato di caratura nettamente inferiore alla Maceratese. Se Macerata si è ri-innamorata della squadra della sua città lo deve al duo Gagliardini-Magi, con la supervisione di una presidentessa Tardella che non ha sbagliato una mossa in questa stagione. Il tecnico di Pesaro e il ds di Appignano hanno creato un “giocattolo” esplosivo che a dodici giornate dalla fine del campionato non ha ancora conosciuto l’onta della sconfitta. Gli otto punti di vantaggio sul Fano non possono far dormire sonni tranquilli ai tifosi della Maceratese ma sono la testimonianza dello splendido lavoro svolto fino ad oggi. Abbassare la guardia non è nel DNA di queste persone e di questa squadra. D’ora in avanti saranno tutte finali. Tutte da vincere per far si che il sogno Lega Pro si tramutasse in realtà il prima possibile. La città aspetta da 42 anni il ritorno nella C unica. E’ il momento di raggiungerla, per poter scrivere una pagina di storia indelebile di questa gloriosa società. Maceratese, in bocca al lupo.



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