Spending review anche nelle diocesi
Camerino e Fabriano verso l’unione
TAGLI - Si parla infatti di soppressione per 36 diocesi sotto i 90mila abitanti scelte tra le 226 attuali. Quaranta vescovi in meno se sarà attuata la riforma. Le due diocesi hanno quasi lo stesso numero di abitanti, pari a poco più di 56mila ciascuna
di Monia Orazi
Camerino perderà la sua diocesi. Almeno stando alla spending review di papa Francesco. E non è la sola. Stesso rischio la corre Fabriano oggi unita a Matelica. Si parla infatti di soppressione per 36 diocesi sotto i 90mila abitanti scelte tra le 226 attuali. A darne notizia è “Il Fatto Quotidiano” in un articolo del 23 gennaio. Quaranta vescovi in meno se sarà attuata la riforma. Le due diocesi hanno quasi lo stesso numero di abitanti, pari a poco più di 56mila ciascuna. Rischiano dunque l’accorpamento. Di recente l’arcidiocesi camerte è finita alla ribalta nazionale della cronaca per la vicenda della novizia che ha dato alla luce un bambino, a San Severino (leggi l’articolo). Nessuna notizia ufficiale al momento è giunta alla curia camerte, tanto che nel numero del settimanale diocesano domani in edicola non è previsto nessun intervento ufficiale. L’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, retta dal 2007 dall’arcivescovo monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, conta una popolazione di poco superiore ai 57 mila abitanti, una superficie totale di 1.603 km quadrati, 95 parrocchie, 98 sacerdoti e 237 religiosi, è suddivisa in sei vicarie, dunque rientrerebbe nei parametri indicati dalla manovra per la soppressione e successivo accorpamento con un’altra diocesi. Più volte si è parlato di una diocesi unica con Macerata, specialmente dopo la nomina dell’ex vescovo Giuliodori a Milano (leggi l’articolo). La diocesi maceratese è perfettamente in regola con i “parametri vaticani”, visto che conta circa 140mila abitanti, cinque vicarie, 67 parrocchie, 130 sacerdoti circa, 221 religiosi, nei tredici comuni di competenza, tutti all’interno della provincia di Macerata. A rischio anche la vicina diocesi di Fabriano, retta dal vescovo maceratese monsignor Giancarlo Vecerrica, che conta circa 56 mila abitanti, che si estende su cinque comuni in provincia di Ancona e Matelica, l’unico ricompreso in provincia di Macerata, conta 58 parrocchie, raggruppate in quattro vicarie. L’arcidiocesi di Camerino-San Severino ha tre comuni in provincia di Ancona, Avacelli di Arcevia, Mergo e Serra San Quirico, quindi data la continuità territoriale con la diocesi di Fabriano-Matelica, si potrebbe ipotizzare un eventuale accorpamento anche con la diocesi fabrianese, andando a costituire un’unica entità territoriale di oltre centomila abitanti. A questo si può aggiungere che a breve l’attuale vescovo di Fabriano, monsignor Vecerrica, nato a Tolentino il 26 luglio del 1940, raggiungerà l’età in cui il diritto canonico impone ai presuli di dimettersi, presentando la rinuncia al loro incarico nelle mani del Pontefice, come previsto dalla norma voluta da Paolo VI, in applicazione del primo paragrafo del canone numero 401. Per Brugnaro, nato il 16 marzo 1943 il limite scatterà nel 2018. Un anno fa, la possibile notizia dell’accorpamento tra le diocesi di Macerata e Camerino, era stata smentita da monsignor Brugnaro. «Il mio sorriso – aveva commentato il presule ai microfoni della radio diocesana – è l’unica risposta a notizie prive di fondamento». L’arcivescovo, in una intervista rilasciata a Cronache Maceratesi nel 2009, si era mostrato favorevole all’ipotesi di un’unica diocesi per provincia, per ragioni organizzative, dovute alla sempre più elevata età dei sacerdoti (leggi l’articolo).

CHE SI ASPETTA AD AGGIUNGERE ALLA DIOCESI DI MACERATA I PAESI DI CORRIDONIA, PETRIOLO, MOGLIANO E LORO PICENO?
L’ARCHIDIOCESI DI FERMO E’ LONTANA, IL MEDIOEVO E’ FINITO, VEDIAMO DI ACCORPARE PER IL MEGLIO LE CITTADINE CHE SONO VICINE A MACERATA.
Si dice da tempo di questo accorpamento e poi non si fa mai. Per me si può mantenere lo status quo visto che ci siamo andati avanti per molti anni.
Caro Giorgio,
se è per questo sono sotto Fermo anche l’Abbazia di San Claudio, Morrovalle, Potenza Picena, Porto Potenza, Porto Civitanova e Civitanova Alta, Montecosaro, Sant’Angelo in Pontano… Mentre verso l’interno, San Ginesio è sotto Camerino: Macerata si ferma a Colmurano.
C’era un vecchio detto secondo il quale, se al Vescovo di Macerata cade il pastorale, la punta sta sicuramente in un’altra diocesi!
Cara Dott.ssa Orazi, i miei complimenti per il Suo articolo chiaro e completo. Mi limito a rammentare che l’art. 16, comma 1, del Concordato fra la Santa Sede e l’Italia, sottoscritto l’11 febbraio 1929 dal cardinale Pietro Gasparri e da Benito Mussolini, stabiliva quanto segue: «Le Alte Parti contraenti procederanno d’accordo, a mezzo di commissioni miste, ad una revisione della circoscrizione delle diocesi, allo scopo di renderla possibilmente rispondente a quella delle province dello Stato». Cordiali saluti.