Tardella: “Noi antisportivi?
Minacciata dalla signora Canil”

VELENI POST DERBY - La presidente della Maceratese dopo le accuse del collega del Matelica spiega: "Abbiamo un regolamento interno per l'accesso all'interno dello stadio, e lui lo voleva violare"
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Maria Francesca Tardella in tribuna incita la squadra

Maria Francesca Tardella in tribuna incita la squadra (foto di Lucrezia Benfatto)

La presidente della Maceratese Maria Francesca Tardella replica al presidente del Matelica Mauro Canil sulle sue dichiarazioni post derby (la cronaca sportiva) in cui accusava la società del capoluogo di antisportività (leggi l’articolo):

«Anti sportività? Forse l’ex vicesindaco di Matelica non è al corrente che la nostra società ha un regolamento interno che prevede che solo le persone presenti in distinta possano accedere prima della partita all’interno dello stadio. Hanno i loro posti auto nello spazio antistante la lavanderia poi vengono accompagnati in tribuna attraverso la stradina dietro la curva. Ieri il signor Canil, approfittando del fatto che il nostro addetto alla sicurezza fosse stato chiamato da un funzionario di polizia si è introdotto dalla porta di servizio vicino alla lavanderia. Questo da noi non è consentito a nessuno se non al personale interno di servizio. Cerchiamo in questo modo di evitare pericolose ed inopportune commistioni tra giocatori, società, arbitri . Della partita non parlo perché chi era presente ha visto quanto successo e non ho quindi altro da aggiungere se non fare i complimenti ai ragazzi.

 

Il presidente del Matelica Mauro Canil

Il presidente del Matelica Mauro Canil

Alla fine della partita, come se fossero a casa loro, i coniugi Canil pretendevano di introdursi di nuovo senza indugio negli spogliatoi, senza sapere che anche qui, a Macerata capoluogo, vige la regola che finché atleti, arbitri, staff non sono entrati negli spogliatoi, nessuno ha accesso nei locali interni, compresa la stampa. A scatenare l’ilarità di tutti è stata la consorte dell’ex vicesindaco che, rimasta giustamente fuori dai locali dello stadio, non appena mi ha incontrato, dapprima evitava di salutarmi, poi dopo averle rivolto più volte il saluto la signora mi ha chiaramente detto : “Tanto dovrete venire a Matelica, avete comprato la partita!”.  Se la prima frase mi è sembrata una non troppo velata minaccia, la seconda francamente ha scatenato l’ilarità di tutti gli astanti. Non contenta del fatto che nessuno di noi ha dato seguito alle evidenti sciocchezze proferite, la signora si è messa a contestare e rispondere ai tifosi della Rata fuori dal recinto! Un giocatore del Matelica ci ha rassicurato del fatto che queste scene si ripetono puntualmente ogni volta che la squadra va in trasferta, a quel punto abbiamo pregato la signora, ricordandole che la sola cosa che non si può comprare è l’educazione, di smetterla e tornare serena a Matelica dove, mi sembra, che i cittadini abbiano fatto chiaramente capire cosa pensano del loro operato!

Maceratese-Matelica (19)

Gara concitata nel finale (foto di Lucrezia Benfatto)

Io da parte mia vorrei fare ancora una piccola replica in merito al mio Daspo! E’ stato tolto dopo i  normali tempi tecnici in autotutela del questore di Roma! Continuare quindi a speculare su questa cosa non ha motivo. Inoltre ricordo ai signori Canil che quando vado in trasferta, pago il biglietto, non chiedo accrediti per me perché ritengo che sia una forma di rispetto per le squadre che ci ospitano, vado con i tifosi, mi sottopongo se necessario ai controlli delle forze dell’ordine, non cerco di introdurmi nei locali interni degli stadi se non quando consentito dal personale di servizio. Questo i tifosi della Rata lo sanno bene! Concludo con una nota di vera anti sportività: lo scorso anno, dopo aver perso il derby in casa, mi avvicino a Canil per dare la mano e fare i complimenti e sono stata gelata dalla noncuranza totale, non mi ha ricambiato il saluto e non ha accettato i miei complimenti! Sinceramente non accetto lezioni di stile da questi signori!»



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