400 mila euro per la sicurezza nei campi
Le domande per partecipare al bando dovranno essere presentate entro il 3 dicembre
E’ scattato il via alla presentazione delle domande per il nuovo bando promosso dall’Inail per la sicurezza del lavoro nei campi. A darne notizia è la Coldiretti Macerata, dopo la pubblicazione del provvedimento che impegna risorse per 400 mila euro, messe a disposizione della Regione. Una novità importante per contribuire a ridurre il numero di infortuni mortali, che nel 2013 sono saliti a dieci, tre in più dell’anno precedente. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Uma-Istat, sul territorio regionale operano circa 77mila trattori e altrettante attrezzature meccaniche (motoagricole, mietitrebbie, ecc.), con 40mila addetti. Proprio le macchine agricole rappresentano oggi le principali cause di infortunio (addirittura il 90 per cento del totale) nel settore primario, soprattutto per i rischi connessi al ribaltamento, all’avvolgimento su parti in movimento e alle parti calde. Possono accedere al contributo tutte le imprese agricole, iscritte alla camera di Commercio. Le domande dovranno essere presentate entro il 3 dicembre prossimo e gli uffici della Coldiretti Macerata sono a disposizione per per maggiori informazioni. Il contributo coprirà il 65 per cento della spesa ammessa e sostenuta (Iva esclusa). Questi gli interventi ammessi a finanziamento: dispositivi di protezione in caso di capovolgimento (arco/cabina di sicurezza, telaio di protezione/Rops); sistemi di ritenzione (cinture di sicurezza); protezione di elementi mobili; protezioni di parti calde, zavorre, segnalatore acustico, silenziatore, dispositivi di illuminazione o segnalazione luminosa e dispositivo retrovisore.
Con tutto il rispetto per gli agricoltori, non riesco a capire come si possa elargire un contributo che grava su tutti i contribuenti per la sicurezza di lavori di aziende private. A me risulta che in qualsiasi altra azienda privata, è lo stesso datore di lavoro ad essere obbligato a sue spese a mettere in sicurezza tutte le attrezzature che vengono usate. Inoltre, le aziende non agricole, sono soggette molto spesso a visite da parte degli ispettori delle ASL, che ai non in regola vengono inflitte sanzioni molto pesanti, che a volte possono arrivare anche alla chiusura dell’attività. Io credo che il miglior contributo per gli agricoltori, sia quello di far decidere a loro i prezzi dei loro prodotti in base alla richiesta e offerta e senza l’intromissione di certi intermediari che pagano con prezzi irrisori ai produttori, e rivederli poi al mercato con prezzi maggiorati dieci volte tanto.