Jobs Day, in mille in piazza con la Cisl
per l’occupazione e contro la precarietà
ANCONA - Giornata di mobilitazione nazionale per il Lavoro, il segretario regionale Mastrovincenzo: "Bene nuovo contratto a tutele crescenti ma con ammortizzatori sociali a carattere universalistico"
Un migliaio di lavoratori, disoccupati, cassaintegrati, pensionati con una catena umana, hanno raggiunto ieri piazza del Papa per la giornata di mobilitazione nazionale per il Lavoro, il Jobs Day dove il segretario generale della Cisl Marche, Stefano Mastrovincenzo, ha presentato le proposte e le idee della Cisl sul Lavoro. In piazza le testimonianze di vertenze locali come la King, di lavoratori in cassa integrazione e di precari del settore pubblico; anche le storie di chi sta cercando strade per affrontare la crisi, come i lavoratori della Conceria del Chienti che, riunitisi in cooperativa, hanno acquisito il 15% delle quote aziendali o come i lavoratori dell’Auchan, impegnati e coinvolti in un contratto di solidarietà. Presenti anche parlamentari marchigiani e rappresentanti del mondo delle imprese invitati dalla Cisl Marche per confrontarsi conle voci del lavoro e con le proposte del sindacato.
“Sul JobsAct, recentemente approvato dal Senato, – ha detto il segretario Mastrovincenzo – e in attesa del passaggio alla Camera e della emanazione dei successivi decreti delegati, la Cisl guarda con interesse il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, pur nella consapevolezza che la modifica delle regole del lavoro non abbia da sola effetti “miracolistici” sui livelli occupazionali. Il nuovo contratto proposto dal Governo potrà rappresentare una opportunità per aumentare l’occupazione e ridurre la precarietà, solo se sarà accompagnato dalla eliminazione di alcuni contratti poco tutelati e fonte di abusi, dall’estensione degli ammortizzatori sociali e da interventi e risorse per le politiche attive. La Cisl ritiene che l’applicazione dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori debba restare inalterata nei casi di licenziamenti illegittimi di tipo discriminatorio e disciplinare.
E’ condivisa la proposta del Governo di un sistema di ammortizzatori sociali a carattere universalistico: per la Cisl la Cassa integrazione va mantenuta ed estesa a tutti i lavoratori, collegandolaa percorsi di riqualificazione, mentre è necessario rafforzare l’Aspi, l’indennità per chi ha perso il lavoro, portandola ad almeno 24 mesi. Un percorso di potenziamento delle risorse finanziarie, umane e strumentali può rendere possibile un moderno sistema di servizi per l’impiego con forte integrazione pubblico-privato”.
La CISL protesta ma nel frattempo, insieme alla UIL, spacca da troppo tempo il fronte sindacale.
Cerchiamo di non essere di memoria corta: per anni Bonanni e Angeletti hanno spalleggiato il Governo Berlusconi isolando la CGIL.
Per anni hanno creduto alle “panzane” promesse da Marchionne per stringere, oggi, un bel pugno di mosche e tanta “buona” cassa integrazione mentre la Fiat vola verso altri lidi.
Il 25 ottobre sarebbe stata un’ottima occasione per rilanciare un discorso unico ed unito contro un Governo che continua sulla linea dello “sfascio” dei suoi predecessori!