Autombomba alla Clementoni:
potevano morire 92 persone
RECANATI - Al processo di Corte d'assise in cui è imputato per strage il romeno Ioan Nini Dafinu, sentiti diversi testimoni. Tra loro una dei titolari dell'azienda, Patrizia Clementoni, e la maestra aggredita dall'uomo: "ho sentito una lama di coltello alla gola"
di Gianluca Ginella
La vita di 92 persone poteva essere a rischio se fosse esplosa l’autobomba piazzata dal romeno Ioan Nini Danifu, 44 anni, alla ditta Clementoni di Recanati. E’ emerso oggi al processo di Corte d’assise che è in corso al tribunale di Macerata e in cui Dafinu è imputato per strage. Il numero delle persone presenti in azienda è stato indicato da Patrizia Clementoni, una delle titolari, che oggi ha testimoniato al processo. “C’erano 88 dipendenti più 4 familiari del custode – ha detto Clementoni –, quando Dafinu ha messo l’auto con l’esplosivo. Esattamente sopra al deposito ci sono gli spogliatoi degli operai e ci sono anche condutture di gas. La tettoia del deposito di carta e cartone dove era stata messa l’auto collega due ali dell’azienda. E’ un punto dove passano diverse persone. Dafinu alcuni giorni prima era venuto in azienda per presentare una domanda di lavoro ma non l’avevamo esaminata perché in quel momento non stavano assumendo”. Sentita al processo anche Alessandra Amichetti che era stata rapinata dell’auto da Dafinu. La donna, che lavora come maestra nella scuola materna che si trova vicino alla Clementoni, ha riferito che l’uomo le si era avvicinato dicendo: “Dammi le chiavi dell’auto, ho un coltello ti ammazzo. Io sono fuggita verso la statale, lui però mi ha raggiunto e mi ha stretta, mi diceva ‘ti ammazzo’, poi ho sentito la lama del coltello sotto il collo.
Mi sono divincolata e lui mi ha spruzzato in faccia lo spray, poi mi ha preso le chiavi dell’auto ed è scappato”. Sentito al processo anche il luogotenente Stefano Pizzichini, ex comandante del Norm dei carabinieri di Civitanova, che ha detto che le bombole di esplosivo sull’auto erano state nascoste sotto una coperta. Infine un agente della polizia di Ancona che si occupò della cattura di Dafinu, fuggito nella città dorica dopo aver piazzato l’autobomba, ha riferito che sull’auto il romeno aveva un cartello con scritto: “Stupida, non volevo farti male ma hai rischiato”, riferendosi alla maestra. Al processo l’accusa è sostenuta dal pm Enrico Riccioni. Dafinu è difeso dall’avvocato Damino De Minicis. Parte civile la ditta Clementoni, tutelata dall’avvocato Paolo Parisella. Prossima udienza il 15 ottobre.









