Mattina choc alla Clementoni,
attentatore rinviato a giudizio
RECANATI - Per il romeno Ioan Nini Dafinu il processo si aprirà in corte d'assise il 24 settembre. Deve rispondere del reato di strage. L'azienda recanatese costituita parte civile

Ioan Nini all’uscita dalla Questura di Ancona accompagnato dai due poliziotti che lo hanno individuato
Autobomba alla Clementoni, rinviato a giudizio il romeno Ioan Nini Dafinu. La procura gli contesta il reato di strage. Il gup non ha accolto la richiesta del difensore dell’imputato di svolgere il processo con rito abbreviato condizionato ad una perizia psichiatrica su Dafinu.
Si aprirà il 24 settembre il processo per l’attentato all’azienda Clementoni di Recanati. Imputato per strage e rapina il romeno 44enne Ioan Nini Dafinu che questa mattina è stato rinviato a giudizio dal gup Domenico Potetti del tribunale di Macerata. L’uomo il 28 giugno del 2013, poco prima dell’arrivo dei dipendenti, posteggiò una Daewoo Matiz all’interno di un deposito di carta e con sopra un carico di bombole di gpl e di taniche di benzina. Poi diede fuoco ad uno straccio, ponendolo all’interno dell’abitacolo, e si allontanò. In base ad una perizia sul potenziale esplodente, svolta nel corso delle indagini, il pm Enrico Riccioni ha deciso di contestare il reato di strage al romeno. Anche alla luce del fatto che il 44enne nascose sotto una coperta il materiale esplodente. In questo modo avrebbe potuto uccidere chi fosse intervenuto per cercare di spegnere l’incendio che non avrebbe potuto accorgersi di tutto ciò che si trovava sull’auto. Dafinu, dopo aver piazzato l’autobomba, si allontanò con l’auto che rapinò ad una insegnante del vicino asilo nido. “Sulla contestazione del reato di strage ritengo che non esistano i presupposti per quel tipo di imputazione – dice l’avvocato Elisabetta Nicolini, che difende Dafinu –. Ritengo comunque che una perizia sulla capacità di intendere e volere al momento del fatto sia necessaria e spero che i giudici dell’assise faranno una valutazione differente rispetto al gup, che non ha ritenuto vi fossero elementi tali da farla”
(Gian. Gin.)






