“God save Montelago”
Lo cantano in 20 mila sull’altopiano

La 12a edizione del Celtic Festival si è chiusa con un bilancio di grande partecipazione nonostante il maltempo dei giorni precedenti che ha reso difficoltosa l'organizzazione. Matrimonio celtico per dodici coppie nella tenda Tolkien sempre piena per i convegni e le conferenze
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In alto la galleria fotografica di Maurizio Corradetti

montelago 2014di Gabriele Censi

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“God save Montelago”, lo hanno cantato i Mortimer Mc Grave nel clou della serata di sabato e il coro dei 20 mila sull’altopiano si è unito, in una festa che sembrava impossibile da tenersi solo poche ore prima, dopo che il maltempo aveva messo a dura prova gli organizzatori. E’ stata forse l’alleanza tra le benefiche fate e i dispettosi mazzamurelli, le piccole creature che abitano le leggende dei monti Sibillini, a spazzar via le nuvole dal cielo di Colfiorito e a far risplendere il sole sulla dodicesima edizione del Montelago Celtic Festival. Ragazze e ragazzi di tutta Italia ma anche molti turisti stranieri si sono accampati sulla grande spianata a cavallo tra l’Umbria e le Marche non solo per ascoltare una musica che affonda le proprie radici nella tradizione celtica, ma per trascorrere una vera e propria vacanza alternativa. Moltissime anche le famiglie con bambini nella zona tende appositamente allestita, mentre sul prato a dare spettacolo sport all’aperto, conferenze, corsi, giochi celtici, scatti celtici, un crescendo di attività fino alla battaglia degli eserciti e all’accensione dei fuochi sacri con il via alla notte celtica che è terminata solo alle prime luci dell’alba.

Montelago day 2 (2)“Con un bilancio che – dicono gli organizzatori di Arte Nomade – conferma le presenze dello scorso anno e la tendenza a restare nei due giorni nel grande accampamento,  piuttosto che partecipare solo ai concerti della sera come in anni passati.  Sono arrivati da tutta Italia e dai Paesi europei, soprattutto anglosassoni, dell’Est e anche dalla Francia con la voglia di immergersi per due giorni in un “altrove” e ritrovare, in mezzo alla natura incontaminata, un po’ di quel perduto spirito comunitario.”. Nessun incidente registrato, qualche immancabile giramento di testa dovuto all’alcool ma la postazione di pronto soccorso non ha dovuto fare interventi gravi. Sul fronte della sicurezza carabinieri e guardia di finanza hanno fatto controlli preventivi all’ingresso per limitare la diffusione di droga ma il bilancio anche in questo caso è di poca rilevanza rispetto all’entità dell’evento (leggi l’articolo)

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Celebrazione di un matrimonio celtico

Dopo l’esordio dello scorso anno si sono moltiplicate le richieste per celebrare il proprio matrimonio con rito celtico. Sono state 12 le coppie che si sono unite nella tenda Tolkien che ha ospitato anche 6 conferenze e un convegno, tutti molto partecipati. Lezioni e letture sull’universo Fantasy nel cuore culturale della manifestazione, decine di stage di higland bagpipe, arpa celtica, chitarra acustica celtic style, arcieria, scherma e danze antiche, corsi dell’Accademia Artigianato con tanto di mercato celtico, passeggiate guidate alla scoperta del territorio, attività all’aria aperta, ingresso dall’alto in parapendio tandem.

 

IMG_1851Ma è stata soprattutto la musica la protagonista, nel pomeriggio sotto il tendone del Mortimer pub e poi all’aperto sul grande palco dove il filosofo Cesare Catà e l’artista Giulia Grandinetti  hanno presentato i gruppi che si sono alternati fino al mattino. Per un totale di 17 concerti in 36 ore di spettacolo ed emozioni con i migliori gruppi della produzione europea che unisce le sonorità della tradizione con le nuove tecnologie musicali, da vero palcoscenico del più significativo celtic folk revival. Poi i grandi fuochi, l’avvincente battaglia degli eserciti, gli attesi giochi del tiro alla fune e del lancio del tronco e della pietra, il torneo di rugby a 7, il Flowers of Montelago, patrocinato dalla Federazione Italiana e vinto dal Cus Perugia.

Montelago day 2 (4)L’altopiano di Colfiorito è una zona protetta con specie fioristiche rare ed ha potuto resistire all’invasione del popolo celtico, e ai residui delle grandi bevute di birra e dei bracieri, anche grazie al Cosmari che per il terzo anno ha partecipato al festival garantendo un progetto di raccolta differenziata spinta in collaborazione con Legambiente. Un luogo incontaminato, fra Serravalle di Chienti e Colfiorito, con una festa che anche quest’anno si conferma un vero e proprio volano turistico ed economico per l’intero territorio.

 

 

 

 

 

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