Corsa alla Spada e Palio:
“Camerino tra rievocazione e attualità”

CHIAVE DI LETTURA - L'intervista a Luciano Birocco, presidente dell'Associazione “Corsa alla Spada”, che ricorda l'orgoglio della città di festeggiare la propria storia millenaria

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ciprianidi Simonetta Cipriani

Nella città ducale, trecentesca sede universitaria, è  cominciata la festa in onore del Santo Patrono, che dura dodici giorni fino al 2 giugno, fatta salva una pausa nei giorni dell’appuntamento elettorale. Quest’anno la città, che ha da pochi mesi sofferto la chiusura del tribunale locale, sembra cercare nuova ninfa ed i terzieri sembrano più che mai stimolati ad aggregare e a far vivere la comunità in maniera integrata e partecipata. Ne parliamo con Luciano Birocco, presidente dell’Associazione “Corsa alla Spada”, che ricorda l’orgoglio della città di festeggiare la propria storia millenaria.

Quanto è importante, oggi per Camerino, che ha perso negli ultimi tempi importanti istituzioni, la sua storia millenaria? “La storia è sempre importante, sia quella personale o familiare che quella della comunità: conoscere la propria storia consente di conoscere se stessi, perché ciò che siamo oggi dipende da ciò che siamo stati e dalle scelte che abbiamo compiuto oppure subìto. Conoscere il passato serve a capire il presente e a progettare il futuro.

La chiesa di San Venanzio

La chiesa di San Venanzio

Ogni volta che ci viene sottratto un servizio, una risorsa, dobbiamo cercare nuove modalità per mantenerci in questo territorio. Per fortuna, la nostra storia è una risorsa che ci appartiene e nessuna spending review o provvedimento governativo possono portarcela via”.

Rievocare, far memoria per ritrovare quali valori, religiosi, della vita sociale, di relazione e culturali? “Questo importante appuntamento annuale non è solo rievocazione: lo è nel ricercare una fedeltà agli abiti, ispirandoci a quelli raffigurati nelle opere degli artisti della scuola pittorica camerinese, custodite nei nostri musei, nel ricostruire il corteo così come descritto negli antichi documenti, nel mantenere lo stresso percorso per la corsa. Non è più una rievocazione nella gara della Corsa alla Spada, che è agonismo autentico. Non è rievocazione nel recarsi a San Venanzio con o senza abiti quattrocenteschi, né nell’accensione del focaraccio, che è sempre stato fatto. È attualità negli allenamenti per la corsa, nel ritrovarsi in taverna a lavorare insieme con persone che non avresti modo di conoscere altrimenti, siano essi studenti venuti da fuori a studiare nella nostra università oppure concittadini non frequentati prima. Anche la ricerca di ricette rinascimentali cessa di essere rievocazione quando porta ad uscire di casa tre sere su sette per fare esperimenti gastronomici con gli altri del proprio terziero e tutte le sere per dodici giorni a cucinare e a servire a tavola. Insomma, attualità e storia si intrecciano continuamente nelle nostre attività”.

La storica cerimonia in chiesa

La storica cerimonia in chiesa

Giacomo Boccanera (il nostro storico locale contemporaneo) sosteneva  la coincidenza del culto patronale del Santo Venanzio con lo sviluppo della Signoria dei “Varano”; è ancora forte il connubio tra la memoria religiosa e la cittadina, oggi che Camerino venera anche Santa Camilla Varano? “I camerinesi da sempre hanno un’indole riservata; non esibiscono mai ciò che più profondamente sentono. Il culto per San Venanzio, per come lo si percepisce nelle discussioni in associazione, è sempre vivo e la canonizzazione di Camilla è stata un’ulteriore occasione per riflettere su entrambi. Non a caso abbiamo voluto dedicare la giornata del prossimo 2 giugno al Palio degli arcieri e alla “staffetta rosa” in onore di Camilla Battista. Un aspetto interessante è che l’attività associativa raccoglie anche coloro che non frequentano chiese e parrocchie, ma che sono disponibili ad ascoltare e discutere gli aspetti storici della vita dei personaggi che la Chiesa ha indicato come modelli di vita”.

Ma non è obsoleta ed ormai inflazionata una rievocazione di questo tipo? Cosa può attrarre dopo 33 riedizioni di questa proposta, che è promossa anche da tante altre città dell’entroterra e non solo? “Una rievocazione storica può certamente apparire anacronistica se si limita a ricostruire un fatto antico senza diventare un autentico fatto di popolo. Nel nostro caso, invece, tutta la rievocazione si innesta in tradizione e devozione autentiche, che hanno trovato negli abiti in velluto e damasco solo un aspetto antico. Il fatto è che il culto per il martire è proseguito nei secoli senza bisogno di alcun elemento di novità. La corsa alla spada si è inserita in un contesto di passione per l’atletica anch’esso già vivo, ed ha dato alle consuete gare una cornice, una risonanza ed una partecipazione che quello sport normalmente non ha.

I figuranti nella corsa alla Spada

I figuranti nella corsa alla Spada

Dunque, trattandosi di una festa e di una gara “vera”, non si preoccupa di apparire moderna o desueta…. Semplicemente è la nostra festa. Non ricerca di sopraffare le altre rievocazioni storiche, né teme di confrontarsi con esse. Non va ricercando di differenziarsi, perché ha una sua precisa identità e ad essa soltanto vuole essere fedele”.

E non è anacronistica la scelta di quest’anno di mettere i “maxi schermi” nella città per un tuffo nella storia “trecentesca”? “La corsa, come dicevo, è una gara vera, non è fatta per i turisti o per dare un pretesto al corteo. Ma non è possibile vederla tutta intera, dalla partenza all’arrivo, come avviene ad esempio al Palio di Siena, nel quale si corre in un campo circoscritto. La nostra corsa, che si tiene sulle stesse vie del XIII secolo, fino ad oggi è stata vista dalla partenza all’arrivo solo dalla persona che di volta in volta ha vinto la spada! Quest’anno i maxi schermi nelle piazze collegati a otto telecamere fisse e tre mobili consentiranno di vedere ciò che accade in quei trepidanti tre minuti d mezzo. Tecnologia e storia vanno d’accordo perché noi siamo di questo tempo. Non contrastano con la ricerca di perfezione del corteo perché anche quello è un gioco che ci impone di conoscere il nostro passato, capirlo sempre meglio, filtrarlo attraverso la nostra sensibilità di uomini del XXI secolo”.

Quale invito rivolge ai lettori per i prossimi appuntamenti? “Invito tutti a venire a Camerino a scoprire direttamente cosa offre di diverso la nostra Corsa alla Spada, a cercare le eccellenze di questa terra montana, a scoprirne il paesaggio, l’aria fresca e pulita, la cucina tradizionale e quella rinascimentale, a gustare il verdicchio e la vernaccia (e la vernaccia secca da accompagnare al ciauscolo), a cercare nell’arte visitando i nostri musei anche le fonti degli abiti della Corsa alla Spada, a scoprire il valore di una civiltà che vuole resistere alla tendenza verso una omologazione culturale. Invito a scoprire il nostro territorio, che è importantissimo per l’equilibrio sociale del Paese, per questo non va impoverito con scelte di accentramento dei servizi nelle zone più popolose delle pianure o della costa. Invito a venire qui per vedere una comunità orgogliosa della sua identità che vuole continuare a vivere, e a farlo secondo valori senza tempo. Il programma della festa è sul sito: http://www.corsaspada.it/”.

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In mille per l’avvio della Corsa alla spada (leggi l’articolo).

La cena dei Mille

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