Esperti a confronto
sulla “via dell’immortalità”
MACERATA - Sala piena all'incontro organizzato dall'associazione "Le Casette" in collaborazione con l'Accademia dei Catenati nella Biblioteca Statale

Pierluigi Pianesi
di Carmen Russo
E’ possibile vivere per sempre? Esiste scientificamente la ricetta della vita eterna? E ancora, l’uomo riuscirebbe a sopportare l’immortalità?
Questi alcuni dei quesiti a cui si è cercato di rispondere nel convegno “L’uomo sulla via dell’immortalità” organizzato dall’Associazione Le Casette in collaborazione con l’Accademia dei Catenati nella Biblioteca Statale di Macerata. E’ piena la sala per gli illustri ospiti che hanno dibattuto sull’argomento, introdotti da Pierluigi Pianesi presidente dell’Associazione Le Casette, Nazzareno Gaspari dell’Accademia dei Catenati e da Fulvio Roberto Besana, direttore della Biblioteca.
“Medicina contro Morte, una partita ancora aperta” il titolo del primo intervento trattato da Olivio Galeazzi, cardiologo e storico della Medicina. Il dottore ha cercato di spiegare se c’è realmente la possibilità per l’uomo di divenire immortale. Il secondo intervento fatto da Gabriele Borsetti, docente di Psichiatria alla Facoltà di Medicina dell’Universisità Politecnica delle Marche ha invece analizzato l’argomento dal punto di vista della psicanalisi con un intervento dal titolo evocativo “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”.
Il terzo ed ultimo intervento è stato fatto dal professore di Fisica Franco Rustichelli, che ha cercato di mostrare di come l’intelligenza possa essere un istinto per un prolungamento indefinito della vita umana.
A rappresentare i pensieri, i dubbi e le domande provocatorie del pubblico, l’avvocato Luciano Magnalbò ha puntualmente interrogato i relatori creando un piacevole dialogo.
Domande, quelle a cui si è cercato di rispondere, che non hanno ancora una vera e propria definizione, ma che continuano ad attanagliare la mente dell’uomo, fin dalle sue origini. Sarà mai possibile vivere per sempre?

«Questi che esaltano tanto l’incorruttibilità, l’inalterabilità, credo che si riduchino a dir queste cose per il desiderio grande di campare assai, e per il terrore che hanno della morte. E non considerano che, quando gli uomini fussero immortali, a loro non toccava a venire al mondo. Questi meriterebbero d’incontrarsi in un capo di Medusa, che gli trasmutasse in istatue di diaspro o di diamante, per diventar più perfetti che non sono.»
(Galileo Galilei)