Il consiglio comunale
e i circhi con animali

Il ruggito di Alessandro Savi, ma anche barriti, nitriti, belati, guaiti, squittii. E allora? Forse troppi spettacoli
- caricamento letture

 

liuti-giancarlodi Giancarlo Liuti

“A Macerata il Pd è un partito grande ma è l’esatto contrario di un grande partito. Tanta quantità ma poca, pochissima qualità. Il coraggio di fare scelte , assumersi  responsabilità e connotarsi come apripista rispetto a certe decisioni forse scomode ma sicuramente innovative, sono queste le qualità oggi drammaticamente assenti in molti esponenti  di quel calderone. Oggi il Pd maceratese ha più che mai bisogno di esperienza e di quella saggezza e intelligenza politica che in passato  hanno avuto autorevoli  esponenti della Dc e del Pci, le sue due principali componenti. Tali radici sono state dimenticate e accantonate in nome di qualcosa di indefinito e indefinibile. Un partito che non è in grado di fare una sintesi  tra le diverse posizioni della sua stessa maggioranza può anche avere tanti voti ed essere grande ma resta una piccola e ottusa realtà”.
Questi severissimi giudizi – politici, morali, perfino storici – sono stati recentemente espressi da  Alessandro Savi (leggi l’articolo), consigliere comunale eletto nelle file di Italia dei Valori e attualmente, dopo il tramonto di Antonio Di Pietro, passato al Centro Democratico, una neoformazione che in teoria continua a figurare nel centrosinistra, cioè nella coalizione che, sempre in teoria, sostiene l’amministrazione in carica.  Parole dure e indignate, le sue. E parole nelle quali sarebbe sciocco negare che ci sia del vero, come dimostrano le annose vicende del Pd nazionale, dove fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 2007, ci si usa vantare (sic!) di essere a  tal punto democratici  (sic!) da dividersi in continui dissensi  fra poco conciliabili posizioni ideologiche, strategiche e di governo, salvo poi reagire con sdegno (sic!) se  qualcuno sospetta che il Pd non sia un vero partito ma una fragile alleanza tra partiti diversi. La qual cosa non può non riflettersi in sede locale, dove oltretutto pesano da anni le tormentate vicende dell’urbanistica , sia all’interno del Pd coi nostalgici delle vecchie giunte Meschini  che l’hanno pensate tutte pur di creare problemi alla nuova giunta Carancini sia nel composito  schieramento di maggioranza, che fra l’altro, proprio in commissione urbanistica, aveva visto il paradosso di Comunisti  Italiani comportarsi quasi da sostenitori delle teorie ultraliberiste di Reagan e della Thatcher. Si dirà che l’altra sera  la maggioranza, a partire dal Pd, è stata straordinariamente compatta nell’approvare il bilancio del 2014. Mosca bianca o mutamento di clima? Staremo a vedere.

Il consigliere Alessandro Savi

Il consigliere Alessandro Savi

C ‘è del vero, dunque, nelle parole di Savi. Ma le ragioni che le hanno provocate giustificano a mio avviso un minimo di sbigottimento per lo sproporzione  fra quei radicali giudizi politici, culturali o addirittura storici e i fatti che l’hanno spinto ad esternarli. Primo fatto: il rifiuto del consiglio comunale di discutere una sua mozione per istituire nel quartiere di Santa Croce un’area destinata al libero “passeggio dei cani”. Secondo fatto: la bocciatura, in consiglio, di un suo ordine del giorno per limitare a una sola presenza annuale i circhi equestri  che esibiscono animali. E’ dunque lecito supporre che se  il consiglio e in particolare il Pd fossero stati favorevoli  a entrambe queste iniziative – sì allo “sguinzagliamento”  dei cani, no agli animali nei circhi – quei severissimi giudizi politici, culturali o financo storici non sarebbero stati  pronunciati.
Merita rispetto, intendiamoci, l’afflato “animalista” di Alessandro Savi (cui dà ora un decisivo contributo ideologico, tratto dal pensiero filosofico di  Dudù, l’appello di Berlusconi a far sì che i club “Forza Silvio!” propugnino l’adozione di cani e di gatti), ma temo che col considerarlo un valore fondante (e, a suo parere, tradito) della natura originaria del Pd rientri pure lui nel disorientamento, nella confusione e nel frazionismo che tanti problemi hanno creato anche nella gestione amministrativa della città.  “Est modus in rebus”, dicevano gli antichi: dovrà pur esserci una misura in tutte le cose. Una misura che in questo caso è andata a farsi friggere.
E’ stato soltanto un rabbioso, momentaneo e comprensibile sfogo personale? Sì, in parte. Ma sia pure indirettamente  ci  si nasconde il virus di una sopravvalutazione dei poteri  del consiglio e dei consiglieri, alcuni dei quali,  continuando a ritenere che l’esecutivo comunale – sindaco e giunta – si chiami così in quanto dovrebbe “eseguire”  sempre e comunque la volontà del consiglio, fingono di ignorare che da oltre vent’anni  i sindaci non sono più nominati, come una volta, da maggioranze consiliari, ma vengono eletti direttamente dai cittadini e questo comporta, sul piano istituzionale ma anche su quello dei rapporti politici interni ai partiti, che le prerogative di sindaco e giunta siano diverse e molto spesso di grado superiore.
E allora? Meglio rifugiarsi nel sarcasmo, l’unica arma, forse, che può aiutarci ad affrontare con distacco i colpi bassi  della vita. In quanto allo “sguinzagliamento”, per esempio, Savi  non ha ragione di lamentarsi giacché – non ancora dei cani, ma la strada è aperta e presto si arriverà pure ai cani – l’arte di sottrarsi ai “guinzagli” della militanza, dell’appartenenza e della coerenza  è da tempo praticata anche nella politica maceratese, sia nei partiti che in consiglio comunale, e lui stesso, come s’è visto,  la pratica. E’ invece in linea con la sua religiosa fede  “animalista” l’idea di contrastare l’arrivo in città dei circhi equestri  provvisti di leoni, elefanti e cammelli (ho forti dubbi, però, sulla realizzabilità di tale idea,  visto che questi  circhi non sono vietati dalla legge e la loro libera circolazione non può essere impedita da delibere comunali  laddove esistano appositi spazi per gli spettacoli ambulanti). Su questo punto, tuttavia, il nostro Savi difetta di realismo, dimenticando che lo stesso consiglio comunale, in fondo, è un circo nel quale capita di udire interventi oratori che per istintiva e inconcludente ripetitività sono paragonabili a latrati, nitriti, belati, guaiti, barriti, muggiti, squittii. E i clown? E gli equilibristi? E i mangiatori di fuoco?  Ci sono, ci sono.  E il domatore? E’ il presidente, anche se più che domatore sembra spesso domato.  E Alessandro Savi? Fa parte del circo, stavolta con ruggito tonante ma stonato. La presenza dei circhi va limitata? Ecco l’unico punto sul quale sarei d’accordo con lui. Troppo numerosi, infatti, sono  gli spettacoli circensi del  consiglio comunale maceratese. Ne basterebbero meno.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X