Fondazione Carima
collabora con i magistrati
Presentato un esposto in Procura

Il legale dell'istituzione maceratese, Gabriele Cofanelli, ha posto all'attenzione degli inquirenti anconetani altre circostanze e una figura non emersa dalle indagini in merito al dissesto Banca Marche. "Supportiamo il lavoro di pulizia e di chiarimento di quanto accaduto." Già diversi mesi fa il presidente Gazzani aveva incontrato la magistratura dorica
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Il Tribunale di Ancona

Il Tribunale di Ancona

di Marco Ricci

Si supponeva da tempo che la Fondazione Carima stesse in qualche modo collaborando con la magistratura di Ancona in relazione all’indagine – aperta dalla procuratrice Elisabetta Mellotti – riguardante il dissesto Banca Marche. Già in passato, come ricordano le cronache, i magistrati avevano ascoltato il presidente Franco Gazzani il quale avrebbe messo a conoscenza gli inquirenti di diverse circostanze e di diverse informazioni in suo possesso. Fondazione Carima, in qualche modo, starebbe ricostruendo alla luce di quanto è emerso negli ultimi mesi alcuni accadimenti che hanno caratterizzato gli ultimi anni di Banca Marche.

L'avvocato Gabriele Cofanelli

L’avvocato Gabriele Cofanelli

Così il legale maceratese Gabriele Cofanelli, incaricato in passato da Fondazione Carima di seguire gli aspetti penali della vicenda Banca Marche – ha presentato un esposto alla Procura di Ancona, un esposto in qualche modo relativo al ramo d’indagine emerso in questi giorni e che ha visto a vario titolo indagate ventisette persone, con buona parte dei passati vertici amministrativi e dirigenziali indiziati per associazione a delinquere. “La lista di personaggi emersa dal filone d’indagine in relazione ad alcune operazioni di finanziamento sospette – ha dichiarato questa mattina l’avvocato Cofanelli – è a nostro avviso incompleta, almeno dalle notizie raccolte e dagli approfondimenti fatti in questi mesi dalla Fondazione. La Fondazione Carima sta approfondendo la situazione e supportando la magistratura nel suo lavoro di pulizia e di chiarimento di quello che è accaduto, questo attraverso gli elementi in suo possesso. Ci è sembrato dunque doveroso porre all’attenzione dei magistrati alcune circostanze e una figura che a nostro parere non sarebbe emersa dalle indagini”.

La sede della Fondazione Carima

La sede della Fondazione Carima

Continua dunque a tutto campo la battaglia legale di Fondazione Carima che – solo nei giorni – scorsi ha depositato attraverso lo studio Pozzi un atto di citazione al tribunale di Milano contro la PriceWaterhouseCoopers(leggi l’articolo) – la società di revisione che certificò i bilanci di Banca Marche e che avvallò i dati su cui venne aperto l’ultimo aumento di capitale e stilato il Prospetto Informativo inviato prima in Consob e poi messo a disposizione dei sottoscrittori. La Fondazione ha chiesto alla Pwc un risarcimento di 38 milioni di euro per la perdita di patrimonio e per i mancati ricavi, sentendosi indotta da quei dati – a suo parere non veritieri – ad acquistare nel 2012 azioni per 42 milioni di euro. L’ipotesi che le informazioni inviate agli azionisti non corrispondessero al vero e che i bilanci 2010 e 2011 di Banca Marche non rappresentassero la reale situazione dell’istituto di credito, ha spinto la procura di Ancona ad indagare per i reati connessi buona parte degli ex vertici di Banca Marche (leggi l’articolo).

finanzaUn filone, quello seguito dai magistrati dorici, che sembra essere il principio di un qualcosa di enormemente più vasto, pur se è facile immaginare – data la complessità del lavoro d’indagine e il moltissimo materiale da attenzionare – che i tempi per una conclusione del lavoro inquirente possano non essere brevi. Attualmente – coordinati dalla procuratrice Elisabetta Melotti – lavorano sul fascicolo Banca Marche i sostituti Laurino, Pucillo e Sottosanti i quali si avvalgono dell’opera investigativa del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Ancona guidato dal colonnello Gianluca Filippi, oltre alla collaborazione della Vigilanza di Banca d’Italia.



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