Unifestival si rinnova
Appuntamenti da aprile a ottobre

MACERATA - La rassegna proporrà un calendario ricco, messo a punto dagli studenti dell'Ateneo. Prevede teatro, musica, cinema, mostre e momenti di approfondimento su temi di attualità

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Un momento della presentazione di questa mattina. Al centro la docente Marisa Borraccini

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di Erika Mariniello

Torna anche quest’anno l’Unifestival, l’evento organizzato dagli studenti dell’Università di Macerata giunto alla IV edizione in programma dal 2 aprile al 30 ottobre. La rassegna ricca di iniziative culturali, spettacoli e momenti di approfondimento – patrocinato dal Comune di Macerata, dalla Provincia, dall’Ersu e dalla Camera di Commercio – prenderà il via ufficialmente mercoledì. “I risultati ottenuti negli ultimi tre anni ci hanno convinto a riproporre questa interessante iniziativa – ha spiegato Marisa Borracini, prorettore dell’Unimc e presidente del comitato organizzativo che ha incontrato stamattina i giornalisti  – devo complimentarmi con gli studenti per il lavoro costruttivo che è stato fatto nell’ambito dell’organizzazione. Anche quest’anno i progetti sono molto ben strutturati, ben scelti e realizzati anche con un occhio alla spesa”. Festival del tutto rinnovato a partire dalla durata che non si limita più ad una settimana, ma si sviluppa in un periodo più ampio con un’articolazione delle iniziative da aprile a fine ottobre, anche per permettere una maggiore partecipazione degli studenti. Si comincia mercoledì 2 aprile con un doppio appuntamento dedicato ai giovani talenti: il primo alle 18 al dipartimento di Studi Umanistici (in via Garibaldi 20), con la presentazione delle opere di Giuseppe Graziano e Vittoria Chiarenza. Alle 22 la suggestiva cornice del cortile del palazzo di Filosofia ospiterà il live contest tra tre gruppi emergenti marchigiani: i fermani La Stanza di Vetro, i LaSonda, e i fabrianesi Superpusher. Ricchissimo il calendario degli eventi in programma nel mese di aprile. Momenti di approfondimento e dibattito su temi di grande attualità come l’omofobia e le unioni civili, le riforme istituzionali con il punto di Claudio Sardo, editorialista ed ex-direttore de L’Unità e la presentazione del libro “Intanto anche dicembre è passato” di Fulvio Abbate e il workshop di orientamento alle carriere professionali. 

Conf_Unifestival (2)La Galleria Galeotti, messa generosamente a disposizione dalla Fondazione Carima, ospiterà le mostre dedicata al tema de “La pericolosità dell’arte”: si parte con pittura e scultura, dal 7 al 16 aprile, con apertura continuata fino alle 20 il sabato e la domenica. Il teatro sarà protagonista mercoledì 9 aprile con due appuntamenti di grande fascino. Alle 21.30 al Mercato delle Erba in via Armaroli, la compagnia teatrale Vocitinte porta in scena la più perfetta delle tragedie greche, “L’Edipo Re” di Sofocle, attualizzata e rivisitata alla luce del XX secolo, definito come il secolo del “grande rimosso”; adattamento e regia di Antonio Mingarelli. In contemporanea all’Auditorium San Paolo andrà in scena “Il Muro. Storie rock di gente di galera”, a cura dell’associazione Art’O, che opera da diversi anni all’interno della casa di Reclusione Barcaglione  e svolge attività pedagogica attraverso l’uso e la sperimentazione di nuovi linguaggi, della gestualità, dell’invenzione, attraverso l’uso del teatro. La musica sarà di nuovo protagonista giovedì sera, 10 aprile, nel cortile di Filosofia, con il live acustico dei Droptimes, un viaggio sonoro attraverso i territori dell’anima. Le iniziative continueranno fino al 13 giugno per poi ricominciare il 25 settembre. “L’Unifestival dovrebbe rappresentare un collante tra la città e l’Università – ha spiegato Francesco Interlenghi della lista Logaut presente alla conferenza stampa – proprio in questi termini abbiamo pensato alle iniziative che abbiamo organizzato per questa edizione”. “Siamo molto contenti di esserci anche quest’anno – ha aggiunto Roberto Nappi di Officina Universitaria – sono contento che il festival nasce grazie alla capacità di fare rete tra tutti i componenti dell’ateneo. Questa è una bella storia che merita di andare avanti”. 

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