“Il giudice di pace rimane:
merito del Comune”

SAN SEVERINO - Il sindaco Cesare Martini rivendica la paternità del mantenimento della sede nel territorio
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Cesare Martini, sindaco di San Severino

Cesare Martini, sindaco di San Severino

Il salvataggio della sede del giudice di pace è solo merito del Comune. La decisione del ministero della Giustizia, infatti, è stata ratificata solo dopo che l’Amministrazione locale si è dichiarata favorevole a mettere a disposizione le unità di personale necessarie oltre a farsi carico, come ha sempre fatto, delle spese di funzionamento del servizio garantendo l’uso delle aule di palazzo dei Governatori, i riscaldamenti, la luce e altri costi di funzionamento”. Il sindaco di San Severino, Cesare Martini, pur dichiarandosi soddisfatto del dietro-front di queste ore, rispetto ai contenuti del provvedimento taglia-tribunali del febbraio dello scorso anno, spiega “la reale portata della decisione” e ricorda che “il Consiglio comunale settempedano, con voto unanime dei presenti, si era già chiaramente espresso a suo tempo sulla vicenda. Quella delibera – ribadisce il primo cittadino di San Severino – l’abbiamo sempre considerata come un punto di partenza e non di arrivo ed abbiamo sempre auspicato, cosa che continuiamo a fare, l’ampliamento, almeno a livello della nostra Comunità Montana, della giurisdizione dell’Ufficio del giudice di ace di San Severino. E’ nostra intenzione chiedere che anche Matelica, Castelraimondo, Gagliole, Apiro, Cingoli e altre realtà per intenderci, siano fatti rientrare fra i territori di competenza di questo ufficio che può garantire una giustizia celere e dignitosa. Quando il ministro Orlando individuerà il funzionario che dovrà gestire la questione cercheremo di confrontarci con lui. Senza polemica alcuna vorrei però affermare che come amministratori ci troviamo in una situazione di grave imbarazzo: quotidianamente, infatti, dobbiamo supplire alle carenze del Governo centrale in materia di giustizia, certo, ma anche in materia di sanità, trasporti, istruzione e non solo. Oltre al ruolo di esattori che abbiamo sempre svolto per conto dello Stato – sottolinea ancora Martini – ora facciamo anche i supplenti e dobbiamo mettere a disposizione risorse, personale, organizzazione per mandare avanti la macchina amministrativa. Le inefficienze dello Stato si scaricano sempre più sui Comuni mentre assistiamo a roboanti promesse. L’unico riferimento per i cittadini sono ormai solo ed esclusivamente i sindaci. Con il ministero vogliamo affrontare quanto prima la spinosa questione che abbiamo con la pianta organica: chiederemo di utilizzare al meglio il personale che si è liberato con la chiusura del tribunale di Camerino e l’accorpamento dello stesso a Macerata alla luce di quelli che sono gli obiettivi di massimo risparmio e di funzionalità del servizio”.



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