R. Deidier, “Sono il finto tradito uccellatore”
da "Una stagione continua", peQuod, 2002
Sono il finto tradito uccellatore
nascosto nell’albero cavo del sogno.
Pareti interne, sottili come muri
di periferia, educano al silenzio,
dispensano dall’ascoltare. Ma vibra,
vibra come la palpebra nel sonno,
questo mondo vissuto in sordina
che astrattamente ci contiene.
Qui, sul bordo della pescaia,
o dovunque nel saluto di una vita
che si lascia guardare,
indugiando risuona e resiste
al respiro di un tempo sempre uguale.
Roberto Deidier, da Una stagione continua, peQuod, 2002
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