R. Pagnanelli, “Mi godo questa luce ultima”

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Remo Pagnanelli

 

Mi godo questa luce ultima
della fine senza fine.
Profonda
quanto più nel ritrarsi
pare scalfire.
Che non possiede,
che spossessa le cose e te,
riducendo all’osso e al bianco.
Quant’altra sotto ne dorme
che la pioggia non offusca.

 

Remo Pagnanelli, da Preparativi per la villeggiatura (Amadeus, 1988)

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