Morte di Bovolenta,
due medici rinviati a giudizio
MACERATA - Il campione di volley spirò dopo un malore che lo aveva colpito al palazzetto di Fontescodella. Per la tragica fine del pallavolista sono imputati professionisti romagnoli
di Gianluca Ginella
Caso Bovolenta, due medici rinviati a giudizio dal gup del tribunale di Forlì. L’indagine, poi passata alla procura romagnola, era nata a Macerata. Dove il campione di volley si trovava la sera del malore che gli fu fatale. Il pallavolista era sul parquet del Fontescodella di Macerata per disputare una gara di serie B2 con la sua Volley Forlì, la notte del 24 marzo del 2012 (leggi l’articolo). Ma un malessere improvviso lo aveva stroncato e i soccorsi non servirono a salvargli la vita. Ora per quella vicenda due medici della provincia di Forlì-Cesena, indagati in seguito alla perizia disposta dalla procura di Macerata (pm Claudio Rastrelli e Andrea De Feis), sono stati rinviati a giudizio. La decisione è del giudice Alessandro Trinci che ha accolto la richiesta del pm Filippo Santangelo. I medici, Maurizio Mambelli, cesenate che operava a Meldola, e Matteo Scarpa, faentino che lavorava in un centro di Forlì sono accusati di omicidio colposo. Secondo la procura, in qualità di medici dello sport avrebbero rilasciato il certificato di idoneità per Bovolenta, quando invece nella consulenza svolta dalla procura di Macerata emerge che un trombo di grandi dimensioni minava le coronarie di Bovolenta. Ragione per cui, a detta dei consulenti della procura, il campione di volley non poteva praticare sport agonistico. Il Bovo morì a 37 anni per una “trombosi dell’arteria coronarica discendente destra, che è poi diventata una fibrillazione, una irregolarità del battito cardiaco” aveva spiegato il medico legale nominato dalla famiglia del Bovo, Alessandro Mattioli. E ora sarà un processo, che partirà il 9 luglio al tribunale di Forlì, a stabilire se i medici abbiano o meno avuto responsabilità nella morte del campione, che aveva lasciando la moglie, Federica Lisi, ex pallavolista, e cinque figli.
