Recital di Cesare Bocci e Daniela Scarlatti
RECENSIONI - Al Comunale di Treia va in scena l’Amore, dal ’200 al 2000
di Walter Cortella
Sempre più spesso nei cartelloni teatrali vengono inseriti recital con lettura di poesie o di epistole amorose, il che rappresenta in fondo una piacevole novità poiché dà la misura del crescente interesse del pubblico per questo genere letterario. A tal proposito, basti ricordare per esempio che l’estate scorsa a Porto Civitanova è stata organizzata una «maratona dantesca» che ha visto impegnati ben 34 lettori che, nel corso di un intero pomeriggio, dalle ore 16 fino a mezzanotte, hanno letto «no stop» tutti i canti dell’Inferno di Dante, uno ciascuno, alla presenza di un folto pubblico, fluttuante ma costante. Un successo strepitoso, ben al di là delle più rosee aspettative. Chi avrebbe mai ipotizzato una così massiccia partecipazione di persone «qualunque» disposte a cimentarsi in una lettura pubblica, in verità anche piuttosto impegnativa! Ma torniamo alla poesia in teatro, per parlare della stagione di prosa del Comunale di Treia dove Cesare Bocci, beniamino del pubblico, e la graziosa Daniela Scarlatti hanno presentato Parole d’amore, una lunga e interessante galleria di componimenti e lettere di autori italiani. La nostra letteratura è ricchissima di scritti di questo genere. C’è solo l’imbarazzo della scelta. I due artisti hanno cercato, nello sterminato repertorio a loro disposizione, le liriche meno note dei singoli autori, scovando a volte delle vere e proprie «chicche», come nel caso di Michele Leskovic, poeta friulano esponente del futurismo italiano, più noto con il singolare pseudonimo Escodamé, del quale hanno letto «L’amore a macchina e le sue nostalgie», componimento introvabile e moltospiritoso che ci ha riportato al tempo della famigerate «case chiuse», interpretato con grande senso del humour dai due bravi attori. Il loro viaggio ha preso l’avvio da molto lontano, da quel Guido Guinizelli, vissuto nel XIII secolo, e considerato il fondatore del Dolce Stil Novo.
Le «tappe» di questo fantastico «tour dell’amore» sono state le liriche tratte dalla Divina Commedia di Dante, di cui è stato letto il celebre passo di Paolo e Francesca; quindi Petrarca, Poliziano, la sorprendente Gaspara Stampa, la poetessa padovana del ‘500, autrice di Io son da l’aspettar. Via via,abbiamo ascoltatobrani tratti da Antonio Bruni, Pietro Metastasio, Foscolo, Pascoli, Trilussa, Cardarelli, Dino Campana, Montale, Pavese, fino ai contemporanei Baricco eAlda Merini. A conclusione del recital, sono state proposte Lettera a Pasolini, di Oriana Fallaci e Lettera a Noretta, di Aldo Moro. Tanti autori, tanti aspetti dell’amore: dal romanticismo alla gelosia, dall’odio al dolore, dall’amore platonico all’ironia, dall’erotismo all’amore fraterno, dalla passione al disincanto. La serata ha vissuto momenti di pura comicità quando il duo Bocci-Scarlatti ha interpretato un divertente passo tratto da Eco e Pan del Poliziano, con Bocci impegnato in una riuscita pantomima del mitico dio dei boschi e subito dopo due brani gradevoli e poco noti di Gabriele D’Annunzio, Baccha e Lettera all’ignota, e lo spassoso Io ti amo di Stefano Benni.
In Parole d’amore Cesare Bocci, la cui notorietà è indissolubilmente legata al personaggio un po’ lunare di Mimì Augello de Il Commissario Montalbano, ha messo in evidenza una notevole varietà di registri vocali ed una spiccata vis comica, ben supportato da Daniela Scarlatti, brillante partner dotata di forte personalità artistica. La loro performance è stata accompagnata dal M° Luca Colantonio che ha eseguito alla fisarmonica musiche di Scarlatti, Morricone, il celebre Inno all’amore di Edith Piaf e L’ultimo tango, di sua composizione.E sabato 18 va in scena La zia di Carlo di Brandon Thomasby, con la regia di Maria Cristina D’Abbraccio.
(Foto di Gigi Bartoli)

