Matelica, sversamento biogas nell’Esino da monitorare

Dibattito acceso sulla Tares, mancano 300 mila euro di pagamenti. Mozione comune sulla centrale

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Il Consiglio comunale di Matelica

Il Consiglio comunale di Matelica

di Monia Orazi

Centrale a biogas al centro di un dibattito infuocato nel consiglio comunale di Matelica di ieri. Oggetto di un’interrogazione e di una successiva mozione presentata dai consiglieri di minoranza dei gruppi Matelica Insieme e Matelica RipartiAmo, l’argomento ha offerto lo spunto per un dibattito piuttosto acceso. Dalla risposta all’interrogazione, data dal sindaco Paolo Sparvoli sui controlli effettuati a seguito degli sversamenti di un liquido schiumoso giallo nell’Esino (leggi l’articolo), notato da alcuni cittadini nei pressi della centrale a fine ottobre, si è appreso che l’Arpam ha effettuato dei prelievi a monte e a valle del tubo di scarico lungo la parete dell’Esino, lo scorso 29 ottobre, giorno del prelievo. I risultati dell’Arpam parlano di presenza rilevante di composti organici totali nelle acque del fiume a valle dello scarico, non preoccupante, ma dato il loro livello è necessario di un monitoraggio costante.

Il sindaco Paolo Sparvoli

Il sindaco Paolo Sparvoli

La mozione finale, approvata all’unanimità da maggioranza ed opposizione prevede un programma costante di controlli e monitoraggio, incontri con le associazioni di categoria e gli agricoltori locali per favorire l’impiego di terreni incolti, un programma certo di approvvigionamenti della centrale, contatti con la proprietà della centrale per conoscere in modo dettagliato lo smaltimento del digestato, per non arrecare danni all’agricoltura locale. “Sono stati compiuti da parte degli addetti all’ufficio tecnico e della polizia municipale numerosi sopralluoghi, abbiamo già incontrato il proprietario per il problema dei cattivi odori dei silobag – ha detto il sindaco Paolo Sparvoli –, le opere dell’impianto sono conformi all’autorizzazione regionale, anche se non sono state ancora del tutto completate. Il comune ha espresso un mero parere di conformità urbanistica, è la regione ad aver concesso l’autorizzazione definitiva, il Comune non ha competenza in materia. La minoranza è uscita dall’aula. L’amministrazione comunale vuole che l’impianto sia gestito secondo la legge e con tutte le garanzie per la salute dei cittadini”. A quanto detto da Sparvoli ha ribattuto Massimo Montesi di Matelica Insieme: “Se ancora dite che è solo una questione di conformità urbanistica, vuol dire che siete miopi. I sindaci di Mogliano e Corridonia hanno presentato ricorso al Tar. Se aveste accolto i rilievi fatti dalla minoranza nel giugno dell’anno scorso ora non saremo in questa situazione e tutti i cittadini di Matelica si sentirebbero più tranquilli rispetto ai rischi per la centrale. Siamo usciti non per obbedire alla Regione come dite voi, ma per non partecipare ad una scelta che è stata tutta vostra”. E’ stato rinviato per conoscere l’esito delle decisioni di alcuni comuni di Ancona, la proposta di accordo tra la Multiservizi e la società Estra spa, per costituire una newco, un tipo di società che potrebbe partecipare alla gara d’appalto per la gestione del gas naturale che presto avverrà in provincia di Ancona. La Multiservizi non ha la consistenza sociale per partecipare ed ha deciso di allearsi con la Estra che gestisce il servizio gas in vari comuni di Umbria e Lazio.
Al voto per il rinvio non ha partecipato il vicesindaco Canil. E’ stato modificato il programma triennale dei lavori pubblici. Durante i lavori per l’ampliamento del colombaio numero 15 del cimitero cittadino, è stato scoperto un sito di antiche tombe picene e romane, per gli scavi la spesa dei lavori è passato da 440 mila a 495 mila euro.
Ad un certo punto il consigliere di minoranza Fabrizio Massari ha richiesto una mozione d’ordine per l’avvenuta pubblicazione sull’account Facebook “Civitas Mathilicae”, a pochi minuti dal termine della discussione in aula consiliare, della risposta del sindaco Sparvoli all’interrogazione delle minoranze sul biogas. Montesi e Massari hanno chiesto spiegazioni su come fosse possibile, lamentando “una grave scorrettezza istituzionale”. Nella sua risposta Sparvoli ha detto che quello non è un account ufficiale del comune e che avrebbe fatto verificare cosa fosse successo. E’ stato inserito nel piano delle valorizzazioni immobiliari, un frustolo di terreno che permetterà alla Ecoservice di espandere l’attività aziendale, bloccato nel precedente consiglio comunale a causa del processo che Mattei ha avviato contro il comune, che è stato condannato al risarcimento di tre milioni e mezzo di euro, ora sospeso. L’azienda assumerà anche alcune persone. La minoranza ha votato contro perchè nello stesso piano è inserita la vendita dello spazio Immagine di via dei Tiratori, davanti ai giardini pubblici, per cui hanno espresso contrarietà, raccogliendo numerose firme.
Dibattito vivace sulla Tares, la scadenza è stata prorogata al 30 novembre, la minoranza ha annunciato la presentazione di un esposto alla corte dei Conti perchè nel piano economico finanziario sono stati inseriti 200 mila euro di pagamenti evasi, dovuti ai  mancati pagamenti. Per Massari e Montesi è illegittimo inserire tale cifra, che servirebbe secondo loro a coprire un buco di bilancio, è emerso che al momento, per le prime tre rate, mancano circa 300 mila euro di incassi Tares. E’ stata approvata una bozza di accordo procedimentale che servirà per una variante urbanistica in località Casafoscola. Nella zona dell’ex allevamento di suini Mori la Vitale Immobiliare di Rovigo Srl realizzerà un investimento di 4 milioni di euro per una struttura ricettiva, con 450 mila euro di compensazione ambientale che saranno versati al comune. La delibera comunale serve per permettere l’abbattimento di due capannoni, saranno realizzate unità immobiliari per la medesima cubatura. A valle della zona sarà realizzato un depuratore. Per il sindaco Paolo Sparvoli si tratta di una grande opportunità per risanare una zona degrata dal punto di vista ambientale, con le opportunità derivanti da un investimento rilevante, difficile di questi tempi. Battuta del consigliere Venanzio Boldrini sul fantasma dell’Hotel Agorà, chiesta da Massimo Montesi la possibilità di una fidejussione che garantisca l’effettiva realizzazione delle opere.


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