L’Amicizia in Dante
RECENSIONI - Letture dantesche nel porto di Civitanova
Per il quarto anno consecutivo, l’Associazione Dantesca di Civitanova ha organizzato una serata all’aperto, dedicata alla lettura della Divina Commedia, ma l’edizione 2013 registra una importante novità rispetto alle precedenti. L’evento non ha avuto luogo al Molo Martello, come al solito, bensì nello spazio prospiciente i bacini di carenaggio, sempre all’interno dell’area portuale. Una location decisamente insolita per una serata cultural-musicale, ma senza dubbio di grande suggestione. Una scelta dettata dalla notevole affluenza di pubblico, cresciuto in misura esponenziale nel corso degli anni. Gli organizzatori, disponendo di un’area ben più vasta, avevano predisposto cinquecento sedie, fiduciosi che sarebbero state più che sufficienti, ma alla fine molti dei presenti sono rimasti in piedi. Francesco Sagripanti, presidente dell’associazione, non è riuscito a nascondere l’intima soddisfazione per l’inatteso successo di pubblico.
Viene da domandarsi che cosa possa spingere un così gran numero di persone a rinunciare alla tv o ad una rilassante passeggiata sul lungomare per andare, invece, ad ascoltare i versi della Divina Commedia, di certo un capolavoro ma decisamente non proprio alla portata di tutti. Eppure il pubblico ha seguito con grande attenzione l’esibizione della graziosa Cristina Cirilli (un gradito ritorno, il suo) e di Stefano De Bernardin, attore e regista, al suo esordio in terra civitanovese. Con una notevole capacità interpretativa, sostenuta da una vasta gamma di tonalità vocali i due attori, reduci da uno straordinario «Amleto», diretto recentemente a Fano da Paolo Conversano, altro beniamino degli «Amici di Dante», hanno declamato in modo molto accattivante e coinvolgente alcuni significativi passi dell’opera dantesca, scelti ad hoc dagli organizzatori, in aderenza al tema della serata, l’amicizia, evocato dal verso «…l’amico mio, e non de la ventura..» con il quale Beatrice, nel II canto dell’Inferno, supplica Virgilio affinché convinca Dante, sempre più timoroso, a riprendere senza ulteriori indugi il viaggio e salvare, così, la sua anima.
Tra un brano e l’altro, il M° Lorenzo Di Bella, affermato concertista e valente docente di pianoforte, nonchéideatore e direttore artistico della stagione concertistica «Civitanova Classica», ha eseguito da par suo brani del musicista russo SergejRachmaninov, che esprimono molto bene ed approfondiscono quell’esperienza umana che, muovendo dalla solitudine e dalla malinconia dell’uomo, approda ad una positività intuita e sperimentata. Il tema della serata è stato introdotto dal prof. Domenico Bartolini, solerte segretario dell’Associazione, con un intervento di notevole spessore e assolutamente pertinente. La vita odierna ci pone di continuo davanti a grosse difficoltà che rendono problematico il nostro rapporto con gli altri. La cronaca ci sommerge ogni giorno con notizie sconvolgenti di guerre sanguinose contro masse sterminate di uomini inermi ed efferate violenze ai danni di donne, bambini, anziani, persone indifese. Un vero bollettino di guerra che riempie d’angoscia la nostra esistenza. Di fronte a tanti misfatti ci sentiamo inadeguati e vorremmo voltarci dall’altra parte, non tanto per cattiveria o cinismo, quanto per un profondo senso di impotenza. Ciò che accade ci ricorda con crudezza che nessuno di noi può dirsi al sicuro davanti a quel «vivere quotidiano che taglia le gambe», per dirla con Cesare Pavese. Bartolini cita anche Italo Calvino per il quale «L’inferno dei viventi… è quello che è già qui, l’inferno che abbiamo tutti i giorni…» ma per non soffrirne bisogna cercare e saper riconoscere chi possa in qualche modo aiutarci.È per questo che cerchiamo disperatamente amicizie, affetti e relazioni umane positive. Ognuno di noi tenta di fuggire la solitudine interiore, perché è bene che l’uomo nonresti solo. E in questa affannosa ricerca di rapporti, spesso, consiste tutta la nostra ragione di vita. “Si vive per quella persona a cui si vuole bene, da cui si è attratti. Dal suo agire, dalle sue scelte, dal suo atteggiamento dipendono il nostro umore, le nostre decisioni, la nostra giornata. Ma questo può bastare? Quand’è che l’altro o l’altra, sono davvero di aiuto a vivere? Quando hanno sempre la risposta pronta? Quando si sostituiscono a noi? Quando abbassano il livello dei nostri desideri, invitandoci ad accontentarci perché tanto la vita è così e non puoi farci niente?” Questo si chiede Bartolini e si dà anche la risposta: “Un amico è tale quando mi dice, a parole e con la vita, che la mia persona vale più dei miei limiti e del male che ho intorno, che vale più della mia disperazione e della distrazione o dell’impotenza altrui. Un amico è tale quando in sua compagnia faccio esperienza di una tenerezza che è segno di un affetto più grande dal quale e per il quale siamo fatti e voluti. Quello che Dante chiama «l’amore di Colui che tutto move»”. Nel suo intervento cita anche Saint-Exupéry, Montale e Pascoli e non può non anticipare ciò che Brunetto Latini, maestro di Dante e Marco Lombardo, dicono al Poeta. Quest’ultimo lo invita a non essere cieco e a rendersi conto di come è fatto l’uomo. Egli ha la ragione per distinguere fra il bene e il male, ma ha anche la libertà che lo rende responsabile delle proprie scelte.«L’anima semplicetta»,è attratta da ogni cosa bella, ma perché non venga ingannata ha bisogno di un amico che l’aiuti ad usare al meglio quei due tesori che possiede. Il suo intervento, che ha offerto molti spunti di riflessione, è stato saluto da un lungo e caloroso applauso. La serata è riuscita molto bene, sia sotto l’aspetto artistico che logistico. Anche il tempo è stato clemente. E prima ancora che la serata fosse conclusa, già qualcuno faceva progetti per la prossima edizione.


