Sciame sismico in mare: “Colpa di esplosioni militari e trivellazioni?”

Il consigliere regionale del Pdl, Enzo Marangoni, solleva la questione
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Enzo Marangoni, consigliere regionale del Pdl

Enzo Marangoni, consigliere regionale del Pdl

Il consigliere regionale Enzo Marangoni interviene sulla situazione dell’attuale sciame sismico di fronte alla costa del Monte Conero e lo fa tramite uno studio dettagliato degli eventi sismici dell’ultimo anno e, soprattutto, del periodo che va dal giorno 11 giugno 2013 fino al 31 luglio scorso. Spinto da notizie che si accavallavano sulla Rete, Marangoni ha voluto approfondire, oltre all’argomento delle trivellazioni in Adriatico, anche un altro aspetto da nessuno ancora sollevato in sede politica e istituzionale. Si tratta delle esplosioni che vengono effettuate in mare da personale Militare del Nucleo Difesa della Marina Militare. Lo studio ha dei risultati a dir poco inquietanti e proprio lo stesso consigliere regionale, primo a voler credere che non esista correlazione, invita la Marina Militare e la Capitaneria di Porto di Ancona a chiarire che tipo di ordigni sono stati fatti esplodere per fugare ogni dubbio di correlazione con il terremoto.

“I dati destano preoccupazione. A 16 miglia (30 km circa) di raggio attorno al medesimo punto di fronte al Conero in cui vengono effettuate non meglio identificate “distruzioni di materiale esplosivo in mare”, solo nel periodo che va dal 1 giugno 2012 al 10 giugno 2013 ci sono state 440 scosse (la massima di intensità pari a 2.4 della scala Richter). Nel medesimo periodo (un anno circa) le esplosioni in mare sono avvenute per un totale di 28 giorni. Se si osserva il solo periodo che va dal 11 giugno 2013 al 31 luglio 2013 (quindi un mese e 20 giorni circa) si sono avuti ben 11 giorni dedicati alle esplosioni in mare nel medesimo punto (latitudine: 43,41 e longitudine 13,30) che è situato a soli 6 chilometri davanti al porto di Ancona. Le scosse, nel medesimo raggio di mare oggetto dello studio, sono aumentate in questi giorni fino ad arrivare al ragguardevole numero di 429, comprensive della scossa di magnitudo 4.9 del 21 luglio scorso che ha creato molta paura ma pochi danni nei comuni a sud del Conero e nella città di Ancona. Pertanto nell’arco di 13 mesi le scosse totali sono state circa 870 nel raggio di 16-17 miglia da questa area che risulta oggetto di non ben identificate “distruzioni di materiale esplosivo”. Quello che deve far riflettere, nell’interesse anche del Ministero competente, è che occorre chiarire e smentire eventuali ipotesi di correlazioni, onde evitare che questi dubbi creino angosce e preoccupazioni tra la cittadinanza. Forse è il caso anche di dare uno stop a queste esplosioni anziché assistere passivamente alla brusca accelerata dell’ultimo mese e mezzo” – conclude Marangoni. Nell’affrontare in Consiglio regionale l’argomento delle trivellazioni come possibile causa dei sismi sull’Adriatico, tema posto da un altro consigliere regionale, Marangoni porrà sul tavolo anche questa problematica e gli eventuali ipotetici fenomeni di accumulo o concausa che potrebbero agire sulle faglie più superficiali poste sotto il mare a pochi chilometri dalle nostre coste.



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