LA CRISI NEL CASSONETTO
Si risparmia anche sui fiori del cimitero

MACERATA - Rovistando tra i rifiuti il segno profondo della crisi in città. Crolla il recupero di apparecchiature elettroniche. E anche di cartoni di imballaggio se ne vedono sempre meno. Nel frattempo il numero di supermercati aumenta. Almeno una buona notizia: a maggio la raccolta differenziata sfiora il 56%
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Rifiuti a Macerata (foto-ritocco di Filippo Davoli)

Rifiuti a Macerata (foto-ritocco di Filippo Davoli)

 

di Marco Ricci

Non c’è bisogno di un report di Banca d’Italia sulla nostra economia per comprendere che viviamo in una regione e in una città duramente colpiti dalla crisi. Esistono infatti altri segnali che  rivelano uno spaccato della realtà molto più drammatico di quanto si immagini. E’ sufficiente infatti infilarsi metaforicamente un paio di guanti e rovistare nella spazzatura. Ci si accorge allora che Smea in un anno e mezzo – da inizio 2012 a maggio 2013 – solo nella città di Macerata ha raccolto quasi millequattrocento tonnellate di indifferenziata in meno rispetto al 2011. Una quantità destinata a salire a duemila tonnellate da qui a capodanno. E duemila tonnellate di rifiuti corrispondono a circa seimila tonnellate di merci rimaste invendute o non utilizzate. E se supponessimo che ogni chilo di spazzatura vale cinque euro di spesa, solo a Macerata città fanno dieci milioni di euro di minor commercio in due anni. Una cifra impressionante.

 

Il cimitero cittadino

Il cimitero cittadino

Cominciando così  la nostra ispezione tra i sacchetti e i cassonetti, scopriamo che solo al cimitero cittadino Smea ha raccolto cinque tonnellate in meno di fiori nel 2012 rispetto al 2011. E che la crisi morde sempre di più. Perché dall’inizio di quest’anno le tonnellate scomparse sono già otto. Dunque non ci sono più soldi e si risparmia anche così, sull’allestimento delle tombe. Ma pure dal vivaio comunale in un solo anno sono arrivate cento tonnellate in meno di rifiuti. Davanti a questi numeri non c’è virtuosismo ecologico o raccolta differenziata che tenga. Le cose vanno molto di peggio di quanto si percepisca.

Venendo all’Ospedale cittadino scopriamo anche qui un dato preoccupante. Che la raccolta dei rifiuti solidi urbani è scesa in un anno del 22%, un dato non semplice da giustificare. Non stiamo infatti parlando di rifiuti speciali ospedalieri, rifiuti che collegherebbe presumibilmente la raccolta al numero di prestazioni erogate. Questa diminuzione sarà in parte derivante da un minor accesso alle visite specialistiche a causa del costo dei ticket divenuto eccessivo per molte famiglie. Ma si può anche immaginare che siano i pazienti e i parenti dei ricoverati a comprare e a buttare sempre di meno. Meno giornali, meno bevande, chissà su cosa altro si va a risparmiare durante il periodo del ricovero.

Se poi andiamo a rovistare tra i diversi materiali recuperati nei primi mesi del 2013 assistiamo a un crollo dei cartoni da imballaggio. Ma non solo. E’ precipitata anche la quantità di apparecchiature elettriche ed elettroniche da smaltire. Un calo di 23 tonnellate delle apparecchiature solo nei primi cinque mesi dell’anno, pari al 22% rispetto al 2012. Dunque commercio quasi fermo, imprese in difficoltà, famiglie che ritardano l’acquisto di un televisore o di una lavastoviglie, di cartoni se ne riciclano meno perché circola meno materiale da infilarci dentro. Comprendiamo allora in quale circolo vizioso sia sprofondata la città e la sua economia. I prodotti non si comprano, dunque non si vendono, non si trasportano, non si imballano, non si producono, non si buttano. In qualsiasi punto della storia ciascun attore ci rimette qualcosa e riduce i rifiuti prodotti. Una filiera della crisi che colpisce trasversalmente le classi sociali e le attività. Commercianti, trasportatori, produttori, magazzinieri, chi più ne ha più ne metta. Una situazione di estrema difficoltà che nasce proprio dai maceratesi che non hanno più di che spendere. E dalle imprese che non hanno più di che lavorare.

Percentuale per singolo mese della raccolta differenziata a Macerata. Anni dal 2011 al 2013, dati Smea.

Percentuale per singolo mese della raccolta differenziata a Macerata. Anni dal 2011 al 2013, dati Smea.

 

Se il crollo della raccolta di rifiuti non è certo frutto di particolari virtù ecologiche, almeno una buona notizia viene dalla raccolta differenziata che a maggio ha raggiunto a Macerata il dato più alto di sempre, toccando il 55.7 % del totale. Quasi dieci punti percentuali in più rispetto allo stesso mese del 2011. Per dare un’idea delle quantità in gioco, per quanto riguarda il solo organico sono trenta tonnellate in più in differenziata in un mese. Dunque circa trecento tonnellate entro la fine dell’anno. Un trend in costante crescita di circa un 5% ogni anno, un andamento che nel 2013 si è attestato stabilmente sopra il 50%. Quando si vuole insomma le cose funzionano. Resta sempre da capire perché a Macerata qualsiasi fenomeno accada sempre dieci anni dopo che nel resto del mondo.

La Coop nell'area dei Salesiani di Macerata

La Coop nell’area dei Salesiani di Macerata

Nonostante la spazzatura indichi una costante e crescente crisi delle vendite e del commercio, il numero di supermercati a Macerata è ancora in aumento. Il che di questi tempi suona quasi come intraprendere una vendita di ghiaccioli al polo. Iniziative di cui è difficile vedere il lato economico vantaggioso ma il cui quantità complessiva – ad essere onesti – non è più alta rispetto alla media nazionale e regionale. Non solo per numero di attività ma anche per quantità di superfici occupate. Spulciando le statistiche del Ministero e quelle fornite dalla Camera di Commercio di Macerata i punti vendita suddivisi tra supermercati, ipermercati e minimarket dovrebbero essere tra i quindici e i venti. E’ necessario però usare il condizionale, considerando che i parametri con cui vengono classificate queste attività cambiano a seconda di chi censisce. Ed inoltre perché è possibile che alcune strutture medio-grandi aperte anni in passato non rientrino nel censimento. In ogni caso dopo l’apertura della Coop arriveranno presto a Macerata l’Oasi sotto la Chiesa dei Cappuccini e un ulteriore punto vendita Eurospin, attività il cui Suap è stato recentemente approvato tra le polemiche dal Consiglio Comunale. Due ulteriori colate di cemento di cui le nostre colline avrebbero probabilmente fatto volentieri a meno.

Una mappa dei supermercati a Macerata

Una mappa dei supermercati a Macerata

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